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RUSSIA

 

NOME
Russia (Rossijskaja Federaèija; Federazione Russa).

CONFINI

 La Russia confina a nord con il mare di Barents, il mare di Kara, il mare di Laptev, il mare della Siberia Orientale e il mar dei Èukèi, che sono tutte sezioni del Mar Glaciale Artico; a est con l'oceano Pacifico, lo stretto di Bering, che la separa dall'Alaska, il mare di Bering, il mare di Ohotsk e il mar del Giappone; a sud-est con l'estremità nordorientale della Corea del Nord; a sud con la Cina, la Mongolia, il Kazakistan, l'Azerbaigian, la Georgia e il Mar Nero; a sud-ovest con l'Ucraina; a ovest con la Bielorussia, la Lettonia, l'Estonia, il golfo di Finlandia e la Finlandia.     La Russia comprende inoltre, nel Mar Glaciale Artico, la Terra di Francesco Giuseppe.  

CAPITALE  

 Mosca   

 STRUTTURA POLITICA  

Repubblica federale dell'Europa nordorientale e dell'Asia settentrionale, costituita il 25 dicembre 1991 e suddivisa amministrativamente in quarantanove province (oblast), ventuno repubbliche, dieci circondari autonomi (okrug), una provincia autonoma (la Provincia autonoma degli Ebrei) e sei territori autonomi (kraj). Le città di Mosca e San Pietroburgo godono di uno speciale statuto di autonomia. Queste divisioni variano notevolmente per superficie, dalla Repubblica della Jacuzia che ha una superficie di oltre 3,1 milioni di km2,alla Repubblica di Adigezia, la cui superficie è di 7600 km2.   

 Le ventuno repubbliche che costituiscono la Federazione Russa sono: Repubblica dell'Adigezia, Repubblica dell'Altaj, Repubblica dei Baschiri, Repubblica dei Buriati, Repubblica di Cecenia, Repubblica dei Ciuvasci, Repubblica del Dagestan, Repubblica degli Ingusci, Repubblica di Cabardino-Balcaria, Repubblica dei Calmucchi, Repubblica di Karaèajevo-Èerkessia, Repubblica di Carelia, Repubblica della Hakassia, Repubblica dei Comi, Repubblica dei Mari El, Repubblica dei Mordvini, Repubblica dell'Ossezia Settentrionale, Repubblica della Jacuzia, Repubblica dei Tatari, Repubblica di Tuva, Repubblica degli Udmurti.

LINGUA 

 La Russia è caratterizzata da una grande pluralità linguistica e alcune repubbliche hanno dichiarato la propria lingua di stato. La lingua russa, comunque, è la più utilizzata in tutte le attività commerciali, governative ed educative. 

  MONETA 

 L'unità monetaria è il rublo di cui, per molti decenni, il governo sovietico non permise la circolazione nei mercati esteri. Alla fine del 1991 il governo ne liberalizzò il cambio causando una pesante svalutazione della moneta. Il rublo continua a essere la moneta ufficiale in molte delle ex repubbliche sovietiche.   

    RELIGIONE  

 Le attività religiose, controllate e scoraggiate dal Partito comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) per più di settant'anni, si sono ridestate dopo lo scioglimento dell'URSS e vi è stata la proliferazione e la diffusione di numerose sette e confessioni. Si è verificato anche il risveglio delle religioni tradizionali, principalmente del cristianesimo ortodosso e dell'islamismo, rappresentato dalle minoranze che popolano principalmente le repubbliche del Caucaso settentrionale e la regione del medio corso del Volga; gruppi buddhisti vivono soprattutto nella Repubblica dei Calmucchi, situata sulle sponde nordoccidentali del mar Caspio. Comunità di ebrei e cristiani non ortodossi si trovano sparse in tutto il paese. 

 Il cristianesimo ortodosso russo, che gli slavi orientali mutuarono dal vicino impero bizantino nel X secolo, è la religione professata da circa 40 milioni di persone, un quarto della popolazione del paese. La Chiesa ortodossa russa comprende al suo interno una fazione integralista, nazionalista e antisemita contrastata da un'altra corrente più tollerante ed ecumenica nei confronti delle questioni secolari. Tuttavia, la minaccia più grave all'unità della Chiesa ortodossa è oggi rappresentata dalla rinascita della Chiesa uniate dell'Ucraina, che pratica riti ortodossi, ma riconosce la supremazia del papa cattolico.  

 ORGANIZZAZIONI POLITICHE   

 Comecon  

SUPERFICIE  

 17.075.200 km², oltre un nono della superficie totale della Terra, è la nazione più estesa del mondo. Da nord a sud il paese si estende per oltre 4000 km: dal confine meridionale, segnato dalla catena montuosa del Caucaso, alle isole artiche nel mare di Barents. Da est a ovest il territorio ha un’estensione di circa 10.000 km, dalla costa orientale del mar Baltico fino all'isola di Grande Diomede, nello stretto di Bering.
TERRITORIO

 La Russia è formata da una parte europea – la Russia vera e propria – estesa tra gli Urali e le depressioni che si trovano tra il Mar Nero e il mar Baltico, formate dal cosiddetto Bassopiano Sarmatico; e da una più vasta sezione asiatica, al di là degli Urali, comprendente il Bassopiano Siberiano, la Siberia centrale, che assume la forma di un altopiano, e infine l'Estremo Oriente, composto da una serie di rilievi montuosi, tra cui quelli che danno origine alla prominente penisola della Kamèatka. Morfologicamente, quindi, è un territorio in cui la varietà dei lineamenti non manca, sebbene essa appaia come diluita dalla vastità.

ISOLE 

Novaja Zemlja, Vajgac, Severnaja Zemlja, Nuova Siberia e Wrangel; nell'oceano Pacifico le isole Curili e la grande isola di Sahalin.                                                                                    REGIONI

Il territorio può essere suddiviso in tre grandi regioni: la Russia europea, a ovest degli Urali; la Siberia, che dagli Urali si estende fino all'oceano Pacifico, e la Russia estremo-orientale, che include la frangia costiera del Pacifico.   

MONTI

A est del Bassopiano Sarmatico si innalzano i monti Urali, la cui elevazione media è di circa 600 m. I versanti orientali degli Urali digradano verso il Bassopiano Siberiano occidentale, una zona depressa, in prevalenza paludosa, attraversata dal fiume Ob, delimitata a sud dai monti del Kazakistan e dell'Altaj e comprendente i bacini carboniferi del Kuzbass.

A est del fiume Jenisej la morfologia della regione siberiana muta radicalmente. Da qui si estende l'altopiano della Siberia centrale, la cui altitudine media è di circa 600 m. La struttura geologica di quest’area è costituita da un basamento di rocce ignee e metamorfiche sul quale poggiano in molti punti rocce sedimentarie e lava vulcanica. L'altopiano, inospitale e pressoché disabitato, è ricco di risorse minerarie.

A est del fiume Lena l'altopiano si innalza nelle elevate catene montuose della Siberia orientale tra le quali i monti di Verhojansk, i monti Èerski e l'altopiano della Kolyma, con altitudini comprese tra i 2300 e i 3200 m. Verso est, in direzione dell'oceano Pacifico, i rilievi sono più aspri e frequente è l'attività vulcanica. Nella penisola di Kamèatka ci sono più di cento vulcani, dei quali più di venti sono attivi. Questi rilievi culminano nei 4750 m del Kljuèevskaja Sopka e appartengono a una catena che continua verso sud nelle isole Curili.

COSTE 

La Russia ha un articolato sviluppo costiero che si estende per più di 37.650 km lungo l'oceano Pacifico e il Mar Glaciale Artico; gran parte della costa è però bagnata da acque ghiacciate per lunghi periodi dell'anno.

FIUMI

Il territorio della Russia è ripartito tra diversi ed estesi bacini idrografici: il maggiore di tutti è quello del fiume Ob e del suo affluente Irtyš che, insieme, scorrono per 5410 km dalla Cina nordoccidentale attraverso il Bassopiano Siberiano per sfociare nel Mar Glaciale Artico. Nello stesso mare sfocia lo Jenisej, il cui bacino è di poco inferiore a quello dell'Ob. Un terzo importante organismo fluviale è quello dell'Amur che, con i suoi affluenti Šilka e Onon, scorre dalla Mongolia settentrionale verso est per 4416 km, segnando il confine tra Cina e Siberia: l'Amur è l'unico fiume russo tributario dell'oceano Pacifico. 

 Tra gli altri grandi fiumi che sfociano nel Mar Glaciale Artico, oltre all'Ob e allo Jenisej, vi sono il Lena e il Kolyma, mentre nel mar Caspio sfociano il Volga, il fiume più lungo d'Europa, che insieme ai suoi due affluenti principali, il Kama e l'Oka, drena una vasta porzione della pianura sarmatica, e l'Ural. 

Altri fiumi di rilievo sono il Don, che attraversa la sezione meridionale della pianura russa e defluisce nel mar d'Azov, che fa parte del Mar Nero, il Narva e la Daugava, che scorrono in direzione nord-ovest fino al mar Baltico; il Peèora, la Dvina settentrionale, il Mezen e l'Onega, tributari del Mar Glaciale Artico e del Mar Bianco. Nella pianura ciscaucasica scorrono due importanti fiumi utilizzati per l'irrigazione: il Kuban, che nasce nel monte Elbrus e scorre verso ovest fino al mar d'Azov, e il Terek, che scorre verso nord-est e tributa nel mar Caspio.

DIGHE 

 Il governo sovietico ha avuto un ruolo attivo nella costruzione di grandi dighe per scopi energetici, d'irrigazione, di controllo delle piene e di navigazione. Di queste costruzioni le più imponenti si trovano nei sistemi idrografici del Volga-Kama e del Don, dello Jenisej-Angara e dell'Ob-Irtysh, in Siberia.                                                                                                                                 CANALE 

Ai fini della navigazione sono importanti i collegamenti realizzati, con il canale di Mosca, tra il Volga e il Mar Bianco, e il collegamento tra il Volga e il Don (canale Volga-Don).     

LAGHI  

I principali laghi russi si trovano nelle zone nordoccidentali del paese. Il più esteso è il mar Caspio che, privo di sbocchi al mare e con una superficie di 371.000 km2, è il maggiore bacino lacustre del mondo. Seguono per importanza il lago Bajkal, con una superficie di 31.468 km2, compreso nel bacino del fiume Jenisej, nella Siberia meridionale, il Ladoga e l'Onega, che si trovano nella cosiddetta Regione dei Grandi Laghi della Russia europea nordoccidentale.

 CLIMA  

La rigidezza del clima è conseguenza delle alte latitudini, della vastità delle superfici continentali e dell'assenza di barriere naturali che impediscano il passaggio delle correnti fredde polari. L'inverno è quindi molto lungo e freddo, mentre l'estate è relativamente breve e temperata.

 Le calde influenze dell'oceano Pacifico non raggiungono mai le regioni più interne del paese, soprattutto durante l'inverno, quando una grande e fredda cellula di alta pressione, centrata sulla Mongolia, investe quasi tutta la Siberia e la sezione estremo orientale della Russia. L'influenza atlantica raggiunge la Russia dopo aver attraversato l'intera area occidentale dell'Europa ed essere stata quindi privata di una larga parte della sua umidità. Essa penetra nelle aree continentali soprattutto durante l'estate, quando un sistema di bassa pressione prevale su tutto il territorio e l'aria calda e umida dell'Atlantico riesce a spingersi verso est fino alla Siberia centrale. Una delle conseguenze principali di tale azione sono le precipitazioni, che in questo periodo dell’anno sono molto importanti per l'agricoltura.

 PRECIPITAZIONI 

 Le precipitazioni annue nella maggior parte del paese sono modeste: nella pianura russa la media varia dai circa 800 mm nella sezione occidentale fino ai 400 mm circa lungo la costa del mar Caspio. In tutta la Siberia e nelle regioni più orientali oscilla tra i 500 e gli 800 mm, raggiungendo anche i 1000 mm nelle zone più elevate, ma abbassandosi a circa 300 mm nelle depressioni interne.             

 TEMPERATURA 

Durante l'inverno le temperature più basse si registrano nella Siberia orientale: a gennaio le temperature scendono di solito fino a -48,9 °C, ma la minima storica registrata in questa regione è stata di -67,8 °C a Verhojansk, zona soprannominata "polo del freddo". Lungo le coste artiche e pacifiche la temperatura scende frequentemente fino a -50 °C a causa dei forti venti.  

A Mosca la media delle temperature a gennaio e a luglio è rispettivamente di -9,4 °C e di 18,9 °C; a Vladivostok, nella Siberia orientale, di -14,4 °C e di 18,3 °C.  

  FLORA  

In Russia si distinguono diversi tipi di vegetazione in corrispondenza delle diverse fasce climatiche e della varia composizione dei suoli. Nell'estremo nord cresce la vegetazione tipica della tundra, composta di muschi, licheni e bassi arbusti; in questa regione prevale il permafrost, suolo perennemente gelato i cui strati superficiali possono subire un parziale disgelo durante la stagione estiva.

A sud della regione artica si estende la taiga, che occupa circa due quinti della Russia europea e giunge fino a coprire la maggior parte della Siberia e della Russia estremo orientale. Qui crescono in prevalenza conifere, pioppi e betulle che in alcune zone hanno una distribuzione molto rada a causa dello scarso drenaggio dei suoli. Nella maggior parte dell'altopiano siberiano centrale e nelle montagne della regione estremo orientale abbonda il larice, varietà di conifera a foglie caduche. 

Una foresta mista, composta da conifere e latifoglie, occupa la zona centrale della pianura russa orientale, da San Pietroburgo, nel nord, fino al confine con l'Ucraina, al sud. Qui le specie dominanti sono la quercia, la betulla, l'acero e il carpino bianco; foreste simili crescono inoltre in molte regioni della Russia estremo orientale, lungo parte della valle del fiume Amur e, a sud, lungo la valle del fiume Ussuri. Qui i suoli sono grigio-marrone e non sono così improduttivi come nella taiga settentrionale: adeguati metodi agricoli e sistemi di fertilizzazione possono infatti renderli adatti alla coltivazione. 

 Dalla sezione centrale della pianura russa alla valle del Volga, e in parte della Siberia occidentale si estende la steppa, dove i suoli sono neri e fertili, ricchi di humus e minerali, e particolarmente favorevoli alla coltivazione dei cereali. 

 FAUNA

In Russia vivono molte specie animali. La varietà maggiore si incontra nella tundra artica, sulla costa pacifica settentrionale e sulle isole, dove vivono l'orso polare, la foca, il tricheco (Vedi Pinnipedi), la volpe artica (Alopex lagopus) e la renna. Tra gli uccelli abbondano la pernice bianca (Lagopus lagopus), il gufo, il gabbiano e la strolaga. Cigni e anitre migrano in questa regione durante l'estate, quando le acque dei torrenti sono ricche di pesci.  

La foresta della taiga costituisce un habitat ideale per l'alce, l'orso bruno, la lince e un'ampia varietà di uccelli tra cui gufi e usignoli, mentre nelle paludi vivono topi muschiati e scoiattoli. Le foreste di latifoglie ospitano cervi, lupi, volpi, visoni e molte specie di uccelli, serpenti, lucertole e tartarughe. Le foreste delle regioni meridionali della Russia orientale sono l'habitat delle tigri oltre che di ghepardi, orsi e alci. La steppa è abitata principalmente da roditori e da ungulati, tra i quali l'antilope della steppa. I principali animali da preda sono la puzzola (Mustela putorius) e la volpe; gli uccelli più diffusi sono la gru, l'aquila e il gheppio. Sui rilievi del Caucaso vivono camosci, cervi, cinghiali, leopardi, iene, sciacalli, oltre a numerosi rettili e anfibi.   

POPOLAZI0NE

 In base al censimento del 1998 la Russia ha una popolazione di 146.861.022 abitanti, costituita da una grande varietà di gruppi etnici, molti dei quali amministrano autonomamente i propri territori.  

 La popolazione presenta una distribuzione alquanto disomogenea ed è concentrata soprattutto nelle zone agricole più fertili e nei centri minerari e industriali. La maggior parte degli abitanti si trova nella Russia europea, nel cosiddetto triangolo fertile, situato lungo il confine occidentale tra il mar Baltico e il Mar Nero. Dopo la seconda guerra mondiale si sono avute importanti migrazioni verso est, in particolare verso la Siberia meridionale e la Russia estremo orientale, incoraggiate dal governo sovietico. Nella maggior parte delle zone rurali della Russia europea la densità media è di circa 13 abitanti per km2, mentre in più di un terzo del territorio si registra una densità inferiore a una persona per km2 (la media sull'intero territorio è di 8,6 abitanti per km2). 

 Composta per l'83% circa da russi, la popolazione del paese comprende minoranze tatare (3,8%) e ucraine (2,3%). Altre minoranze di rilievo sono rappresentate da bielorussi, tedeschi, ceceni, mordvini, ciuvasci, baschiri, ebrei. Esistono inoltre numerosissime etnie sparse in tutto il paese, discendenti sia da arcaici gruppi autoctoni sia da gruppi immigrati in epoche diverse.

CITTA’ IMPORTANTI 

 Oltre alla capitale Mosca e a San Pietroburgo, altre città di rilievo con più di un milione di abitanti sono Omsk, Èeljabinsk, Kazan, Perm, Ufa, Rostov e Volgograd. Nei loro sviluppi recenti le città russe hanno assunto un volto relativamente eguale e privo di bellezza, anche se si apprezza l'ampiezza delle strade e delle piazze; la severità degli edifici principali di epoca comunista ha il suo riscontro urbanistico nella piattezza dei quartieri residenziali, dove non mancano i parchi e i giardini.   

REDDITO PRO-CAPITE 

 3030 $                                                                                                                        

ECONOMIA 

Come in tutte le repubbliche ex sovietiche, anche in Russia l’economia ha subito gravi ripercussioni in seguito allo scioglimento dell'URSS. Il passaggio da un'economia pianificata e strettamente controllata dal potere centrale a un'economia in cui è l’iniziativa privata ad avere una funzione attuatrice è avvenuto in modo traumatico e il processo non è certo ancora ultimato. Nel frattempo si sono avuti fenomeni recessivi preoccupanti, di cui ha sofferto la maggior parte della popolazione, prima abituata a lavorare sotto l'ala protettiva dello Stato. Significativamente le iniziative imprenditoriali, un tempo promosse dal governo, sono diminuite di circa un terzo dalla fine degli anni Ottanta e il tasso di inflazione ha raggiunto il 1000% annuo. Il valore del rublo è sceso rapidamente dal cambio di 0,6 rubli per 1 dollaro USA nel 1988, a più di 1000 rubli per un dollaro nel 1993. Il grande disavanzo nazionale ereditato dal periodo sovietico rappresenta circa un quinto del PIL (prodotto interno lordo) del paese. Nel 1997 il PIL ammontava a 446.981.745.263 dollari USA.                                                                                                   Le cause effettive della crisi economica sono state lo sconvolgimento dei tradizionali modelli di scambio e il ritardo nell'attuazione delle riforme economiche. Il commercio tra la Russia e le altre ex repubbliche sovietiche con le nazioni dell'Europa orientale è entrato in crisi alla fine degli anni Ottanta, quando queste ultime ottennero l'indipendenza da Mosca e dal sistema commerciale centralizzato, ed è penalizzato dai conflitti riguardanti le condizioni commerciali, come il prezzo del petrolio russo esportato. Le cause effettive della crisi economica sono state lo sconvolgimento dei tradizionali modelli di scambio e il ritardo nell'attuazione delle riforme economiche. Il commercio tra la Russia e le altre ex repubbliche sovietiche con le nazioni dell'Europa orientale è entrato in crisi alla fine degli anni Ottanta, quando queste ultime ottennero l'indipendenza da Mosca e dal sistema commerciale centralizzato, ed è penalizzato dai conflitti riguardanti le condizioni commerciali, come il prezzo del petrolio russo esportato.

Le riforme, fortemente inseguite dal presidente Boris Eltsin dall'inizio del 1992, furono accolte con molta diffidenza da parte degli industriali conservatori. Nonostante le proteste dei funzionari del governo, la Banca Centrale Russa finanziò società inefficienti contribuendo a incrementare l'inflazione e ad allargare il disavanzo pubblico. A metà del 1993 la Banca Centrale cominciò a seguire le direttive del governo, e alla fine del 1993 circa un terzo delle aziende pubbliche sono state privatizzate.

AGRICOLTURA  

Il lento processo di privatizzazione delle aziende ha avuto ripercussioni negative nel settore agricolo. Nel 1995 gran parte dei terreni coltivabili era ancora gestito da aziende statali e solo una minima parte era affidata ad affittuari privati. 

 Le principali aree agricole del paese sono quelle comprese nel cosiddetto "triangolo fertile", tra il mar Baltico e il Mar Nero, alcune zone lungo il margine sudoccidentale della Siberia e la regione estremo orientale. I principali prodotti dell'agricoltura sono frumento, orzo, avena, segale e patate, dei quali la Russia è il maggiore produttore del mondo, oltre a barbabietole da zucchero, semi di girasole e ortaggi; notevoli sono anche le produzioni di grano saraceno, miglio e lino. Tra le colture frutticole di rilievo, le principali sono quelle di mele, pere e ciliegie. 

SILVICOLTURA 

La Russia vanta un ricchissimo patrimonio forestale ed è uno dei primi produttori del mondo di legname e di suoi derivati. La maggior parte della produzione consiste in legno di conifere (pini, abeti e larici) e di betulla, ricavato soprattutto nelle regioni nordoccidentali della Russia europea, degli Urali centrali, della Siberia meridionale e della Russia estremo orientale meridionale. Circa un quinto del legname abbattuto stagionalmente viene usato come combustibile. 

Molte foreste si trovano in aree meno accessibili della Siberia e della Russia europea settentrionale; qui crescono soprattutto larici, difficilmente sfruttabili a causa dell'elevato contenuto di resina. Lo sfruttamento su vasta scala di queste foreste non è quindi redditizio in quanto presenta difficoltà di estrazione, trasporto e lavorazione che potrebbero essere risolte con l'impiego di tecnologie avanzate.  

 PESCA 

L'industria russa della pesca è una delle più importanti del mondo dopo quelle di Cina, Giappone e Stati Uniti. Il potenziamento del settore è avvenuto soprattutto attraverso lo sviluppo di riserve marine e di vivai nei bacini artificiali, nei serbatoi d'irrigazione e nei canali. Come risultato, negli anni Ottanta l'URSS si posizionò seconda dopo il Giappone per quanto riguardava il quantitativo di pescato.                                                                                                                    

Tra le principali specie commerciali delle acque interne ci sono lo storione del mar Caspio, dal quale si ricavano grandi quantità di caviale, e lo storione Kaluga, che vive nelle acque dell'Amur e può raggiungere una lunghezza di 6 metri e una tonnellata di peso.  

 Il 25% circa del quantitativo di pescato proviene dall'Atlantico e dal Mar Glaciale Artico, il 60% dall'oceano Pacifico. Kaliningrad è il principale porto sul mar Baltico dove si pescano soprattutto aringhe e spratti. Altri porti di rilievo sono San Pietroburgo sul golfo di Finlandia, Murmansk e Arkhangelsk sulla costa artica occidentale.                                                Vladivostok è il principale porto e centro di lavorazione del pesce della costa pacifica; grazie alle sue acque fredde, il Mare di Ohotsk è una delle zone più pescose in cui opera la flotta da pesca russa. Qui le specie più diffuse sono il salmone e il granchio Kamèatka, l'aringa e il merluzzo.  

 Nel 1988 il paese ha ufficialmente bandito la caccia alla balena, un tempo attività particolarmente fiorente soprattutto nei mari artici. 

 INDUSTRIA

 L'industria russa si avvale di tecnologie piuttosto arretrate rispetto ai paesi occidentali, a esclusione del settore aerospaziale. Nel pianificare l'industrializzazione il governo sovietico dedicò particolare attenzione alla distribuzione geografica dei vasti complessi industriali, concentrando inizialmente gli stabilimenti manifatturieri nei distretti di Mosca e di San Pietroburgo, e privilegiando i settori siderurgico e dell'industria pesante, con la creazione dei grandi complessi del Donbass, nel bacino del Peèora, nella zona di Mosca, negli Urali, nel bacino del Kuzbass in Siberia, e altrove. In alcune di queste stesse aree fu sviluppato anche il settore metalmeccanico, sostenuto da un'opera di elettrificazione, come negli Urali, dove si trovano ingenti riserve minerarie e di carbone, e nella regione del Volga, sbarrata da una serie di imponenti dighe. Con la progressiva realizzazione dei Piani quinquennali furono poi sviluppati grandi complessi manifatturieri che sfruttavano le risorse naturali della sezione occidentale del paese, dove si concentrava la maggior parte della popolazione, sviluppo che in un secondo tempo interessò anche le regioni orientali.                                                                                     

Particolare rilievo hanno in Russia l'industria dei trasporti, soprattutto nel settore ferroviario, e la cantieristica navale, che ha il suo centro principale a San Pietroburgo, sul mar Baltico; strutture di più modeste dimensioni si trovano a Kaliningrad, sul mar Baltico, ad Arcangelo sul Mar Bianco e in alcuni centri situati lungo la costa pacifica. L'industria automobilistica ha i suoi centri principali nella Russia europea. Il progetto più ambizioso in questo settore, sviluppato durante l'ottavo Piano quinquennale (1966-1970), fu la costruzione di un grande stabilimento a Togliattigrad, nella Russia europea orientale, la cui capacità di produzione era di 660.000 autoveicoli annui. Altre officine importanti si trovano a Mosca, Nižni Novgorod e Iževsk. Per quanto riguarda i macchinari agricoli, la Russia era un tempo il maggior produttore di trattori del mondo, ma il settore risente oggi di una profonda crisi.                        

L'importante industria tessile del paese poggia sulla produzione di fibre artificiali, di filati di cotone e di lana, e di tessuti di lino e di seta naturale. L'industria tessile è uno dei principali settori colpiti dal crollo dell'URSS, poiché molte repubbliche erano importanti fornitori di materie prime. Quasi tutto il cotone greggio proveniva, ad esempio, dalle repubbliche sovietiche dell'Asia centrale e dall'Azerbaigian. Nel 1992 la produzione tessile subì un calo del 50%.                                                      

   Per quanto riguarda l'industria alimentare, la maggior parte della produzione di ortaggi e frutta viene lavorata direttamente perché la vendita di prodotti freschi è ostacolata dalla scarsità di impianti bene attrezzati per la refrigerazione e dal costo dei trasporti.                                                                                            

 RISORSE MINERARIE                                                                                     

  La Russia possiede le più grandi riserve di risorse minerarie del mondo. Circa un terzo dei giacimenti mondiali di minerali metallici e di carbon fossile si trovano in territorio russo e si ritiene anche che la nazione possieda ingenti riserve di petrolio. I più ricchi giacimenti di carbone sono situati in Siberia e nella Russia estremo orientale, i più valorizzati nella Siberia occidentale, nella Russia europea nordorientale, nella regione di Mosca e negli Urali. I principali giacimenti petroliferi si trovano nella Siberia occidentale e nella regione del Volga-Urali. Di rilievo sono inoltre i giacimenti di gas naturale della costa artica siberiana, della regione del Caucaso settentrionale e della repubblica autonoma di Komi, nella Russia europea nordorientale. Nei pressi di Kursk si trova un ingente giacimento di minerali di ferro, mentre giacimenti minori di manganese si trovano nella zona degli Urali. Altri minerali importanti come il nichel, il tungsteno, il cobalto e il molibdeno sono presenti in diverse aree del paese.                  

 La Russia possiede inoltre importanti quantitativi di minerali metallici non ferrosi quali il rame. Piombo e zinco abbondano nel Caucaso settentrionale, nella Russia estremo orientale e al confine occidentale del bacino di Kuzbass, in Siberia. La Russia possiede anche una delle più grandi riserve d'oro al mondo, oltre a giacimenti di mercurio e amianto.            

Da sottolineare infine alcune materie prime per l'industria chimico-manifatturiera come i sali di potassio e di magnesio negli Urali occidentali. Nella penisola di Kola si trova uno dei giacimenti più grandi del mondo di apatite, minerale da cui deriva il fosfato. Negli Urali sudoccidentali e a sud-ovest del lago Bajkal si trovano inoltre estesi depositi di sale naturale.                 

PRODUZIONE MINERARIA                                                                                    

Il settore minerario è molto importante per l'economia del paese, che è il principale esportatore al mondo di minerali di ferro (12 milioni di tonnellate nel 1990), estratti soprattutto a Kursk, nella Russia centromeridionale. Rilevanti sono inoltre le esportazioni di rame (168.000 tonnellate nel 1990) e di nichel (127.000 tonnellate nel 1990), provenienti soprattutto da giacimenti situati negli Urali e nella penisola di Kola, e di oro. Giacimenti di bauxite si trovano principalmente negli Urali e nella Russia europea nordoccidentale, nella Siberia occidentale e nella regione estremo orientale vicino alla foce del fiume Amur. Lo stagno viene estratto nella Siberia nordorientale, il piombo e lo zinco nella Siberia e nella regione estremo orientale. Da sottolineare infine i giacimenti di manganese negli Urali, nella Siberia occidentale e nella regione estremo orientale.  

RISORSE ENERGETICHE                                                                               

La Russia è uno dei pochi paesi sviluppati che provvede autonomamente al proprio fabbisogno di risorse energetiche. Non solo è autosufficiente nella produzione di combustibile minerale, ma è anche in grado di esportarne ingenti quantitativi. Fino al 1955 il carbone era la principale fonte energetica, sostituito negli anni Settanta dal petrolio e dal gas naturale ricavati soprattutto dai giacimenti della Siberia occidentale e della fascia Volga-Urali.               

Altre fonti energetiche sono rappresentate dal potenziale idroelettrico e nucleare. Il primo sfrutta le importanti centrali costruite lungo il Volga e i grandi fiumi della Siberia, soprattutto lo Jenisej e l'Angara, mentre l'energia nucleare viene prodotta da circa quaranta centrali. L'incidente di Èernobyl nel 1986 indusse le autorità sovietiche ad abbandonare i programmi di espansione nucleare ripresi dal governo russo nel 1992.                         TRASPORTI                                                                                                

 In Russia l'intera rete dei trasporti è controllata dallo stato. Il governo sovietico privilegiò strutture atte a spostare grandi quantitativi di merci e di persone con il minor costo possibile, a volte sacrificando la convenienza del consumatore in favore della massima efficienza. La rete maggiormente sviluppata è quella ferroviaria (87.543 km), soprattutto nella Russia europea, collegata dalla nota Transiberiana alle regioni della costa pacifica attraverso la Siberia. Un'efficiente rete di oleodotti e gasdotti ha permesso l'espansione dell'industria, mentre la navigazione marittima ha contribuito allo sviluppo del commercio estero.     

Nel 1998 la flotta mercantile dell'URSS era tra le più grandi del mondo, con più di 4711 imbarcazioni. I principali porti civili sono Novorossijsk sul Mar Nero, San Pietroburgo e Kaliningrad sul mar Baltico, Nahodka, Vostoèny, Vladivostok e Vanino sulla costa del Pacifico, Murmansk e Arcangelo sulla costa artica. 

 Il fiume Volga è la principale idrovia interna su cui si svolge la metà del traffico fluviale del paese. La navigazione lungo il Volga fu potenziata con la costruzione di alcune grandi dighe, del canale Volga-Don, che fornisce uno sbocco sul Mar Nero, e del canale Volga-Baltico. I principali porti sul Volga sono Rybinsk, Nižni Novgorod, Samara, Volgograd e Astrahan. Un altro porto di rilievo è Rostov, sul mare d'Azov, vicino alla foce del Don. I porti di Mosca sono collegati al sistema del Volga attraverso il canale di Mosca. In Siberia e nella Russia estremo orientale i fiumi rappresentano gli unici sistemi di trasporto nelle regioni che non sono percorse da reti ferroviarie.                                                                                        

  

Da Valentina per il WL