
Ci vorrebbe un piccolo aiuto
ATTENZIONE!
A CAUSA DEI NUMEROSI IMPEGNI DEL DOTT. ACETI,
NON POSSIAMO GARANTIRE LA RISPOSTA ALLE VOSTRE RICHIESTE.
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Se
avete un problema
con i vostri compagni, gli insegnanti, genitori, figli, alunni, ecc. ecc.
e non sapete a chi chiedere consiglio, ecco la persona giusta per voi!
Inviateci una e-mail,
specificando nell'oggetto "posta per lo psicologo", e spiegando cosa
vi preoccupa a questo indirizzo:
maestramica@maestramica.it
il Dott. Aceti vi risponderà non appena possibile.
p.s. a causa dei numerosi impegni del Dott. Aceti, non possiamo garantire tempi brevi di risposta.
Potrete trovare stralcio della vostra
richiesta e la risposta in questa rubrica.
Se preferite una risposta privata, specificatelo nel messaggio,
aggiungendo il vostro indirizzo e-mail.
Salve, sono Silvia di
Latina.
Fra pochi giorni discuterò la tesi, e vorrei concludere la mia presentazione con
una frase di Chiara Lubich, che però non sono ancora riuscita a trovare.
Il mio corso di laurea è : terapia della neuro e psicomotricità dell’età
evolutiva, e la mia tesi parla del gioco, in particolare nella terapia con i
bambini con handicap.
Per cui stavo cercando qualcosa che parlasse dei bambini o del gioco, qualcosa
di significativo che in questa occasione mi piaceva poter lasciare e trasmettere
agli altri.
Può aiutarmi? Io ho cercato ma non ho trovato nulla che potesse andar bene.
Grazie mille
Silvia
Carissima Silvia….,
penso che la frase migliore per la tesi sia quella di Janusz Korzak
“ dite,
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete :
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi,
curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
Fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli”
Aceti
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Sono una ragazza di 13
anni e il mio problema e che i miei genitori urlano quando porto a casa un
brutto voto e mi fanno piangere e stare male. Io cerco di fargli capire che non
lo farò piu ma loro non ci credono e mi sgridano dandomi delle punizioni
enormi......cosa posso fare??????
Carissima Anna,
capisco quello che vivi……ti suggerirei :
-fatti un programma giornaliero di studio….
- suggerisci ai genitori che forse è bene che tu ti faccia aiutare da una
educatrice o da qualcuno che ti supporti nei compiti
-i tuoi genitori e anche tu potete sempre chiedere aiuto a qualche esperta
psicologa ….
Ti sono vicino per tutto
Aceti
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Gentilissimo Dott. Aceti,
Mio padre e mia madre hanno avuto il piacere di conoscerla in una sua conferenza
a Bolzano e mi hanno consigliato di sottoporle questo mio dubbio:
La preside e le insegnanti hanno detto a mio figlio ed ai sui compagni, di 4^
elementare, di non raccontare tutto quello che succede a scuola ai genitori.
Quando mio figlio me lo ha raccontato sono rimasta allibita. Io gli ho sempre
insegnato che mi deve dire sempre tutto, cose belle e brutte, e soprattutto mi
deve raccontare immediatamente se qualcuno gli dice "non dirlo ai tuoi se
no...". Posso capire che in classe di mio figlio ci sono 3 elementi "difficili"
che danno fastidio ai compagni e sembra siano anche arrivati ad alzare le mani e
ad offendere le maestre, ma questo, a mio parere, non giustifica il fatto che
mio figlio deve stare zitto su alcune cose.
Ho letto in un libro, di suoi colleghi, in cui si consiglia ai genitori di
insegnare ai figli che non ci si deve fidare di un adulto che ordina di non
rivelare un segreto
Mi dica: ho ragione a sentirmi arrabbiata, o sbaglio io ed hanno ragione le
insegnanti di mio figlio che in fatto di pedagogia dovrebbero saperne più di me?
In attesa di una sua risposta la ringrazio e le porgo i miei saluti e quelli dei
miei genitori.
Sabrina
Penso che lei debba
parlare con le insegnanti....con l'intento però non tanto di accusare , ma di
capire....a volte la verità è più complessa di quanto sembra, ma il dialogo
costruttivo è il mezzo più potente per accertarla...
Auguri
Aceti
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Egregio dott. Aceti, ho
avuto l'onore di sentirla a Scorzè e Mirano e ho apprezzato moltissimo il suo
stile diretto e schietto. Mi chiamo Donatella ho 39 anni sono sposata e ho 2
figli: Letizia di 8 e Alberto di 4 anni. Le scrivo perchè la ns. famiglia è come
ha detto lei disarmonica e mi fa molto male pensare che un domani (ma anche
oggi) i ns. figli non avranno una vita serena perchè non abbiamo saputo educarli
in maniera corretta; da parte mia posso dirle che sono molto insicura ansiosa e
con poca stima di me stessa, infatti non mi sono mai sentita una madre adeguata
(...) Perciò avrà già capito che aria tira a casa nostra, molta ansia e
tensione. Mio marito, da parte sua è un padre molto poco presente (arriva a casa
alle 8 di sera e il sabato al pom.) e anche se c'è è molto spesso poco
comunicativo sempre stanco non chiede mai nulla ai figli e non racconta mai
della sua giornata. (...) Io soffro enormemente per questa situazione perchè in
pratica non siamo sereni e chi ne fa le spese sono i bambini e temo molto che
soprattutto Letizia da grande sia insicura e che non riesca a scuola (ci terrei
moltissimo che riuscisse a laurearsi perchè io non ho studiato e anche se c'è la
crisi più si studia più opportunità hai) e non si senta realizzata come persona
non per la scuola ma perchè non si stima. Lei dice che si può sempre migliorare
e io voglio crederci altrimenti la mia vita è un inferno, però non è semplice
mettere in pratica le cose che lei dice, perchè la risposta che ricevo da mia
figlia o da mio marito non è automatica. Qualsiasi cosa non attira il loro
ben che minimo interesse (in casa faccio quasi tutto io, lui è un gran
disordinato e anche Letizia però sono solo io che vorrei un pò di ordine perciò
se il papà non esige mai nulla il risultato è che io sono una rompi) e con
Letizia non è facile perchè tende sempre a dare risposte con un tono di rabbia
si sente sempre accusata giudicata anche quando non parlo con lei allora io mi
sento sconfitta e davvero non so come fare per cambiare rotta (...) . Mi scusi
se ho scritto molto, lo sò che comunque ci sarebbe ancora tanto da dire ma
vorrei che mi desse un suggerimento per non perdere la speranza ne con i figli
ne con il marito. La ringrazio molto la saluto e spero mi possa rispondere.
Cordialmente Donatella
Carissima Donatella,
la sua famiglia, pur avendo tutte le difficoltà che mi descrive, ha bisogno di
lei, così come è ….non guardi gli sbagli, perché i figli sanno che vogliamo loro
bene , anche se facciamo molti errori….
Le suggerirei :
- Mantenga inseriti i figli in un gruppo ( scout, calcio, pallavolo ) ove
possano fare esperienza sociale……
- Si prenda un impegno serale facendo qualcosa che a lei piace e lasci i figli a
casa col papà….in questo modo favorirà il rapporto col padre e lei sarà più
tranquilla, ..ma soprattutto i figli la vedranno proiettata fuori di casa e
cercheranno di imitarla…
Le sono vicino per tutto….
Auguri e…forza!
Aceti
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Gentilissimo Dott. Aceti,
da qualche tempo segue ed apprezzo molto la sua attività di psicologo e trovo
sempre oggettivi riscontri all'interno della mia situazione familiare.
Mi chiamo Sonia, ho due figli di 6 e 11 anni.
In questi giorni mi trovo alle prese con un problema nuovo. Mio figlio Leonardo
frequenta la prima elementare, è un bambino che ha frequentato la scuola materna
(un po' svogliatamente nell'ultimo anno).
In questo primo mese di elementari, pur andando volentieri a scuola, ha
presentato una enorme "lentezza" nello svolgere il lavoro a scuola e le
insegnanti puntualizzano molto questo problema. Lo hanno invitato ad essere più
veloce, lo hanno spostato in un banco in prima fila, lo hanno ripreso molte
volte di fronte ai suoi compagni, di fronte alla sorella e ai compagni di scuola
della sorella, infine lo hanno spostato nel banco di fianco alla cattedra.
Nonostante tutte queste sollecitazioni non diventa più veloce. E' molto preciso
e fa bene il suo lavoro ma è troppo lento.
Personalmente non sono d'accordo con il metodo usato dalle sue insegnanti.
Vorrei trovare il modo per spronarlo un po', ma non mi vengono idee.
Nei primi giorni di scuola, quando i compiti a casa consistevano nel colorare
schede date dalle insegnanti, si rifiutava di colorare perché diceva che ci
voleva troppo tempo. Allora mi sono seduta accanto a lui perché avevamo
raggiunto il compromesso che avremmo colorato metà scheda ciascuno. Mi è venuto
in mente di colorare malissimo la mia parte. Dopo l'iniziale stupore, Leo ha
ripassato tutto il mio lavoro fino a farlo diventare "bello" come il suo e da
quel giorno colora velocemente e non vuole che io metta le mani sui suoi
disegni.
Dovrei trovare un accorgimento di questo tipo, non vorrei premiarlo con regali
perché non credo sia giusto abituarlo ad una ricompensa per svolgere quello che
ora è il suo lavoro!
Nel rinnovarle la mia gratitudine per la sua preziosa attività, la saluto
cordialmente
Sonia
Anche io trovo strano
il metodo delle insegnanti....inoltre non va bene rimproverarlo ....occorre
agire sulla stima di sé e spronarlo....
Provi con una figura esterna a lei, magari una educatrice insegnante che lo
aiuti nei compiti....
Se anche così non migliora, allora le ipotesi sono due :
-il contesto classe che non va bene....
-qualche lentezza strutturale presente nel bambino che andrebbe verificata con
una osservazione.....
auguri per tutto
Aceti
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Gentile
dott. Aceti,
sono Andrea padre adottivo di una meravigliosa bambina di 20 mesi, ho
partecipato al suo incontro, le vorrei chiedere se "in buona fede" come
dice Lei, facciamo bene a far dormire con noi nostra figlia, premetto che vive
con noi da quasi un anno. Le dico che per me e mia moglie è una cosa
straordinaria, per me accarezzarla e guardarla finche dorme è molto
gratificante, però potrei agire in buona fede ma nel modo sbagliato.
La prego cortesemente di darci un consiglio, cordiali saluti
Andrea
Sono
molto contento per vostra figlia...
Suggerirei di iniziare lentamente ad abituarla a dormire nella sua stanzetta...
Aceti
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Buongiorno,
ho due figli maschi, uno di 5 anni e mezzo e uno di 28 mesi, giocano abbastanza insieme, ma spesso mentre il grande sta facendo giochi un po’ più impegnativi (costruzioni, lettura libri etc) il piccolo lo infastidisce deliberatamente rompendo e impedendo quello che sta facendo. A questo punto il grande, dopo avere sgridato il piccolo un paio di volte, lo allontana in malo modo, generalmente con grossi spintoni o addirittura picchiandolo. A questo punto generalmente noi sgridiamo un po’ il grande per le male maniere anche se aveva ragione nel merito, ma soprattutto riprendiamo e puniamo il piccolo dicendogli che non deve disturbare il fratello mentre gioca.
La domanda è questa: è giusto questo nostro atteggiamento o, per il fatto che il piccolo magari disturba il grande perché vuole attenzione e non realmente per cattiveria, dovremmo comportarci in un modo diverso, e se sì quale.
In attesa di una vostra risposta, ringrazio anticipatamente.
Un grosso saluto.
PaolaVa tutto bene quello che fate….l’unica cosa è non punire il piccolo, non punirlo mai, ma, dopo averlo ripreso perché ha disturbato il grande, cambiargli subito attività portandolo a giocare da un’altra parte…
Aceti
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caro Ezio Aceti,
ho avuto il piacere di ascoltarla proprio ieri sera. Ho sorriso e anche riso,
per il suo modo così irruento e passionale.
Ho 4 figli di 19,17,10 e 4 anni. Sono sposata da venti e in questi ultimi 3 anni
sono entrata in una sorta di crisi esistenziale. Mi sembra di aver sbagliato
vita, di aver sbagliato uomo, di aver sbagliato percorsi. I miei figli hanno
assistito a discussioni infinite. Con mio marito mi sembrava veramente di non
aver più nulla in comune. Ho parlato con sacerdoti, ho scritto a frati, mi sono
confidata con una mia amica...Ma soprattutto ho pregato tanto, tanto,tanto.
Perchè è molto difficile rimanere con un uomo che ti sembra non amare più e aver
desiderio di fuggire via! Ora la situazione sta lentamente migliorando. Devo
dire che mio marito, nonostante sia molto chiuso, ha sofferto pure lui questa
situazione perchè lui, a differenza mia, non ha mai smesso di amarmi e di
desiderarmi. Ecco, la mia domanda è questa: i miei figli, in tutto questo, cosa
ci ricaveranno? Io non volevo sicuramente che loro dovessero subire la mia
crisi, ma fatto sta che abitano nella nostra casa e logicamente avranno
assorbito tutto quello che c'è stato.
Il più grande, ha parlato moltissimo con me e ha cercato di farmi capire i punti
di vista del papà. Il secondo, sembra indifferente, ma so che non lo è affatto.
Il terzo, è quello che manifesta di più: ci è sempre appiccicato e guarda e
ascolta tutto ciò che si dice. é diventato anche molto vivace, a volte fa delle
sciocchezze ma a scuola non ha nessun problema a parte l'organizzazione dei
compiti. Il piccolo è molto capriccioso. Io non cedo mai ai capricci a parte
quando manifesta voglia di coccole; non capisco però perchè si intestardisce a
volere una cosa sapendo benissimo che io non cedo. Insomma! Vivranno sereni
d'ora in poi, nonostante la tempesta che c'è stata in casa mia?
La ringrazio se vorrà rispondermi altrimenti le auguro di cuore ogni bene e buon
lavoro.
Se capiterà ancora nella mia città tornerò volentieri ad ascoltarla!
Maria Antonietta
Carissima Maria
Antonietta,
innanzitutto ha la mia stima per aver resistito e amato fino in fondo....
stia tranquilla , i figli vivranno felici ..perchè hanno avuto due genitori che,
anche se in modo diverso, si sono sacrificati per loro...
questo è l'amore!
Un abbraccio
Aceti
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Gentile Dott. Aceti
oggi per l'ennesima volta sono stata richiamata dall'insegnante di mia figlia(6 anni) perchè si è fatta la cacca addosso.
Premetto che in casa o altrove la fa in bagno. Non so cosa pensare anche perchè la maestra è ben disposta a mandarla in bagno visti i precedenti.
Inoltre la bambina è molto timida nel senso che non prende l'iniziativa con gli altri bambini, ma se l'invitano lei partecipa volentieri.
Tra l'altro nei compiti si impegna molto anche se a volte è distratta quando qualcuno le parla o le spiega qualcosa (come fosse in un mondo tutto suo).
Ha incominciato anche a inventare tante storie nei confronti dei suoi compagni (non vere), come ad esempio che non la vogliono fare giocare o che le pasticciano il portacolori.
Cosa mi consiglia di fare Dottore?
Sono veramente a pezzi grazie
mamma disperata
Sicuramente è un disagio serio che la bambina vive in classe...
Suggerirei portare la bambina da una psicologa infantile per valutare meglio la situazione ...
Aceti
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Salve
dottore,
Le scrivo perchè sto vivendo un periodo un po' stressante a causa di mia figlia
Aurora di quasi 4 anni che la notte si sveglia in continuazione chiamando me e
pretendendo che io mi metta a dormire con lei
Premetto che il rito serale per addormentarla è dormire con lei , dopodichè me
ne torno in camera mia... e da lì inizia il putiferio!!!!
Mi chiama in continuazione ed alla fine dall'esasperazione e la stanchezza (mi
alzo presto per andare al lavoro) dormo nel suo letto
La cosa strana è che fino a 2 mesi fa circa si svegliava al massimo una
volta....
Perchè inizia ad avere paura ? oltretutto noi non le abbiamo mai trasmesso paure
di alcun tipo.
La prego di aiutarmi...
Francesca
Carissima Francesca,
molto spesso succede che bambini che a due anni dormivano tranquilli, poi ,
verso i tre , quattro anni tendano ad avere paura e si svegliano frequentemente
perché sono nel momento in cui hanno maggior coscienza di loro e devono
separarsi dalla madre….allora soffrono di dovere lasciare la madre ed hanno
paura , soprattutto durante la notte…
le suggerirei di alternare la sveglia con il papà…e , anche se la bimba non
vuole stare col papà, è sufficiente che il papà dica che la mamma è stanca e non
può andare…anche se la bambina farà un po’ di capricci , vedrà che dopo due o
tre volte, si abituerà col padre….
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Salve sono
Giada dalla provincia di Udine.
Sono venuta alla conferenza
"IL CORAGGIO DI EDUCARE".
Avrei due quesiti. Il primo: lei ha parlato dell'educazione sessuale dei bambini
fin da subito. C'era un libro all'entrata ma non sono riuscita a vedere com'era
e neanche il titolo. Se si ricorda il titolo o mi puo' consigliare un libro
adatto per i miei due bimbi di 4 anni e mezzo e quasi 6 anni.
Il secondo: ho Giulia la piu' piccola che fin da piccola si e' rivelata un
carattere nervosetto e capriccioso, ma ultimamente e'
altamente peggiorata, tanto che e' un'altalena continua tra capricci molto
tosti, grida, insulti a me e continue litigate con suo fratello. Io ho la
tendenza a sgridarla e perdo spesso la pazienza solo che mi sono resa conto che
anche io sto esagerando e questo mi rattrista anche perche' lei reagisce sempre
allo stesso modo e io uguale. Si e' creato come un circolo vizioso. Aggiungo che
non e' successo nulla di particolare.
La ringrazio molto per il tempo che
mi dedichera', io aspetto con pazienza la sua risposta.
Giada
Gentilissima Giada,
per quanto riguarda l'educazione sessuale della bambina, il libro indicato
potrebbe essere : "basta cavoli e cicogne - vol. 1 " di Ezio Aceti e Rotteglia
alberta.
Sarebbe bene non sgridare la bambina e cercare di allentare la tensione
...suggerirei :
1- far intervenire il padre , soprattutto col bambino piccolo maschio , cercando
di allentare la tensione..
2- per lei signora sarebbe bene che una volta alla settimana , se è possibile,
si prenda un impegno che le piaccia fuori casa, e lasci il marito a gestire la
situazione...
In questo modo , la bambina avverte che non è onnipotente e riuscirà a stare
meglio nella realtà.
Auguri
aceti
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BUON DI’ DOTT. ACETI, SONO STEFANIA LA MAMMA DI SOPHIA, BIMBA BELLISSIMA E BRAVISSIMA DI 3 ANNI, SOLTANTO CHE ABBIAMO UN PICCOLO PROBLEMA, LA PIPI’ ALLA SCUOLA……
FINO A LUGLIO E’ ANDATA ALL’ASILO NIDO PRIVATO, BELLISSIMO, FANTASTICOSO PER I BIMBI, PIENO DI COLORI, DISEGNI ANCHE NEL BAGNO.
DA SETTEMBRE HA INIZIATO AD ANDARE ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PURTROPPO NON RIESCE A FARE LA PIPI’ IN BAGNO, DICE CHE E’ BRUTTO E NON LE PIACE E QUINDI SI FA LA PIPI’ SOTTO .
CHE DOBBIAMO FARE? IL BAGNO DELL’ASILO DOVE VA ADESSO LASCIA UN PO’ A DESIDERARE, CERCO DI PORTARLA IO NON APPENA ARRIVIAMO MA SI RIFIUTA, CON LA MAESTRA NULLA, SIAMO DISPERATI SIA IO CHE IL PADRE E LE MAESTRE PERCHE’ NON SAPPIAMO PIU’ COSA FARE. LE MAESTRE DICONO DI NON INSISTERE PERCHE’ POI SI BLOCCA DEL TUTTO.
LE PREMETTO CHE A CASA E DALLA NONNA CI VA A FARE LA PIPI’ DA SOLA.
DIMENTICAVO CHE SOFY HA UNA SORELLINA, DI APPENA 20 MESI, DI CUI E’ INNAMORATISSIMA PERO’ SOFFRE UN PO’ DI GELOSIA. POTREBBE DIPENDERE DA QUESTO? RESTO IN ATTESA DI UNA SUA GRADITA RISPOSTA E PORGO DISTINTI SALUTI
STEFANIA
Assolutamente non parli più della pipì a Sophia…..lasci perdere… la bambina quando lo deciderà farà la pipì nel bagnetto dell’asilo….se si continua a parlare della pipì, nascono problemi inutili o si aumenta la tensione…
Aceti
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Salve Dott. Aceti,
ho avuto modo di conoscerla ad un incontro nella scuola di ...
Ieri ho rivisto le riprese di quella giornata e devo dire che lei ci deve venire
a ritrovare!!!!
Ho bisogno del suo aiuto.
Sto inserendo Leonardo, il nostro III figlio (gli altri due sono maschi di 9 e
mezzo e di 7), alla materna.
Non era stato al nido, ma insieme ai nonni in campagna fino ad ora.
L'inserimento non è andato benissimo, però migliorava.
Dalla settimana scorsa è ritornato a piangere e già la mattina mi dice portami
da nonna.
Piange insistentemente. Io gli dico:- mamma ti porta dagli amici e dalla maestra
e dopo la mensa viene a prenderti-.
Mi da un suggerimento?
Consideri che ancora non fanno il pomeriggio e l'inserimento è stato
graduale.
Grazie
Saluti
Graziella
Carissima Graziella,
il pianto del bambino è normale…..
la sua risposta deve essere una sola : “ LO SO CHE TU VORRESTI STARE CON AL
MAMMA …… MA LA MAMMA è CONTENTA CHE TU VADA ALL’ASILO E VEDRAI CHE QUANDO VERRO’
A PRENDERTI MI RACCONTERAI QUELLO CHE HAI FATTO….
Il bambino continuerà a piangere, ma lei deve poi cambiare argomento e
lasciarlo subito alla scuola materna……
Vedrà che tutto andrà bene…
Un abbraccio
Aceti
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Buongiorno dottor Aceti,
innanzi tutto la ringrazio per tutto il lavoro che svolge per le famiglie,
cellula del mondo.
Arrivo al sodo : Mio figlio di 3 anni e 4 mesi è in piena “crisi di opposizione”
cioè fa tutto il contrario di quello che gli si dice, è in continua sfida e
purtroppo a volte qualche sculacciata mi è partita ( comunque sempre promessa
del tipo: se continui a disobbedirmi ti do una sculacciata ), questo per fargli
vedere che sono coerente con le cose che gli prometto, sia buone che non, poi
come dice lei cerco di dare il sostegno e gli parlo dopo l’accaduto quando si è
calmato .
Le crisi di colpa però poi mi vengono e comunque ho letto che il padre deve
essere autorevole ed è quello che regola autocontrollo ed intransigenza verso il
figlio.
La domanda è questa: Come devo comportarmi quando inciampa nei capricci, quindi
si agita, usa le mani contro di me e per quei 5 minuti non sente ragioni sia con
toni pacati che con sculacciate promesse ?
Naturalmente non è sempre arrabbiato, la maggior parte della volte è buono,
sorridente ed affettuoso, ha un carattere forte e se una cosa è quella,
difficilmente gli fai cambiare idea.
Una cosa ancora fa. Succhia il dito quando si rilassa (gli si legge un libro,
ascolta la musica) e durante la notte. L’aglio sul dito ha detto che è buono !!!
Grazie dottore e la saluto.
Marco
Gentile sig. Marco,
la cocciutaggine del bambino è una cosa normale e indice di personalità forte e
determinata…
non servono le sculacciate e le minacce…
quando ci sono i capricci occorre cambiare argomento e luogo, cioè prendere
fisicamente il bambino e portarlo in un’altra stanza e distrarlo…
se si sente in colpa non si preoccupi eccessivamente, perché è segno che lei sta
prendendo le misure sul figlio, solo cerchi di evitare le sculacciate perché
sono inutili…
per quanto riguarda il pollice che il bambino mette in bocca, non dica niente e
lo lasci fare…
le sono vicino per tutto…
un caro saluto anche a sua moglie
Aceti
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Gent. Dott Aceti,
sono il padre di un bimbo di 6 anni, separato al compimento del suo 4
compleanno. Mio figlio ha un amichetto cui è molto legato, che vede con
frequenza pressochè settimanale. Qualche mese fa, i genitori dell'amico mi
hanno detto che i due bambini hanno talvolta comportamenti stranamente
confidenziali.
Da allora li controllo con più attenzione e ho constatato che spesso si
appartano e non vogliono intrusi. Ieri però li ho visti darsi un bacio sulla
bocca. Io li ho ripresi, senza troppa durezza, ma dicendo che i maschi non
dovrebbero baciare i maschi e lo stesso per le femmine, altrimenti non si
capisce più niente. Va detto che fin dall'inizio della separazione il bambino
ha sempre cercato di stare con me, e la madre (chiaramente per stabilire un
legame forte, anche se scorretto), ha continuato a baciare mio figlio sulla
bocca sicuramente fino a pochi mesi fa. Negli anni scorsi lui ha cercato spesso
di baciarmi sulla bocca, ed io ho sempre opposto, oltre a motivazioni igieniche
anche il fatto che gli uomini non si baciano tra loro.
Secondo lei si può ravvisare un problema o semplicemente è una fase normale?
Ho adottato un comportamento scorretto o devo perseguire su questa strada?
La ringrazio e le porgo cordiali saluti.
Fabio
Complimenti
, Fabio , mi sembra che lei abbia agito bene con il figlio…..
Aceti
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Salve Dott. Aceti,
siamo Elena e Carlo, mamma e papà di Lorenzo (4 anni) e Jacopo (9
mesi). Le scriviamo per Lorenzo: lui fin da piccolo (da 9 mesi circa) ha
iniziato un attaccamento "morboso" nei confronti del papà : è lui la
sua figura di riferimento, ad es. per andare a dormire o se sta male. Non è
raro che lo apostrofi "sei il mio eroe"..è dalla figura del papà
che Lorenzo si dovrà staccare...in genere sappiamo che la ricerca della
figura paterna soprattutto nei maschi avviene in una fase successiva: ci
chiediamo quindi se questo comportamento è positivo per il bambino e va
incoraggiato...un consiglio in merito.
Sempre Lorenzo ha molte paure (io mamma sono molto insicura e paurosa aihme?!!!)
dei rumori, della troppa gente, di essere al centro dell'attenzione (anche a
scuola ci dicono le maestre)...:come ci dobbiamo comportare? assecondarlo o
stimolarlo?
La ringrazio per i consigli che vorrà darci,
Elena e Carlo
Carissimi
Elena e Carlo, non preoccupatevi per l'attaccamento di Lorenzo al papà... ciò
dà al figlio sicurezza ecc…
Per
quanto riguarda le paure, di solito scompaiono o si trasformano con la
crescita….quello che conta non sono le paure, ma il sostegno che i genitori
danno per affrontarle…
auguri
Aceti
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Caro dottor Aceti ho un bambino di quasi 11 anni e il problema è che piange per qualsiasi motivo: un rimprovero della maestra, un voto inferiore al distinto, una volta ha pianto anche a scuola perchè aveva richiesto il pasto alternativo e non gli è stato dato. Io gli dico di parlare con me se ha qualche problema, lui dice di si poi io vengo sempre a saperlo dagli altri. Siccome frequenta una palestra e l'hanno prossimo andrà alla scuola secondaria, cosa posso fare per aiutarlo a superare questo problema?
grazie
Cristina
Gentile
mamma Cristina,
suo
figlio ha un po' di insicurezza che si traduce in questi pianti di fronte alla
realtà o alle piccole difficoltà.
Occorre soprattutto il padre .
Auguri
Aceti
![]()
Buona sera Dr. Aceti,
mi rifaccio allo scambio di e-mail
avvenuta lo scorso dicembre, per informarla che nostro malgrado la situazione di ns. figlio, dal punto di
vista scolastico è decisamente peggiorata. Nonostante gli sia stata data fiducia e
quindi seguendo anche i suoi suggerimenti gli abbiamo fatto capire che doveva studiare e prepararsi non
perchè
lo interrogassi io bensì perchè doveva dimostrare alla professoressa di
aver capito ed acquisito la materia di
studio..........i voti raggiungono a mala pena la sufficienza. Quello che
più ci preoccupa è che
una ventina di giorni fa, durante una nuova convocazione con i professori,
siamo stati informati che lui in classe
non riesce a stare attento durante la lezione o le interrogazioni disegna,
ritaglia, chiacchiera disturbando i compagni, il suo atteggiamento da leader lo
sta usando negativamente ... comportamento, impegno, interesse e partecipazioni
non sono adeguati. Inoltre un paio di professori ora l' hanno "preso di mira" e
non gliene fanno passare una. Lo abbiamo messo di fronte al fatto che
potrebbe essere bocciato perchè non ritenuto maturo per passare in seconda
media; lui ci ha detto che la cosa gli dispiacerebbe e che sa benissimo che
ciò dipende solo da lui !!!
Al fine di aiutarlo abbiamo deciso di
togliergli tutta una serie di distrazioni quali telefonino, uso del computer,
vedere i suoi compagni durante la settimana, anche perchè abbiamo capito non
essere sufficientemente maturo per capire le priorità. Quale
è stata la sua reazione ??? Di
rassegnazione, senza particolari proteste, insomma piuttosto si mette in camera
sua e gioca facendo saltare le palline magiche; difficilmente di sua iniziativa
prende un libro e si mette a leggere gli abbiamo anche spiegato che se non gli
piace studiare, perchè costa fatica, nella vita non si ottiene niente senza
impegno e dedizione, ora ci siamo noi genitori ma il domani se lo deve costruire
lui. Pur essendo, sotto certi profili, un
ragazzino indipendente ed affidabile, abbiamo capito che non ha ancora ben
inteso l'importanza della scuola e che pur essendo in compagnia dei suoi amici
non è il luogo per chiacchierare, giocare e di conseguenza disturbare.
Non so se questo fatto possa avere un
significato ogni bimestre in classe cambiano la disposizione degli alunni, lo
scorso mese i professori avevano chiesto a tutti gli alunni di scrivere su un
foglietto chi avrebbero voluto avere come compagno di banco mio figlio aveva
chiesto di poter essere messo da solo!! L'altra sera io e mio marito ci
chiedevamo se cambiargli scuola potrebbe avere esito positivo o meno. In cuor mio
non vorrei vedere lesa la personalità di mio figlio.
Non so se il tono di questo mio nuovo sfogo fa trapelare il mio stato d' animo sono piuttosto delusa, e dispiaciuta che mio figlio non abbia ben compreso fino in fondo il rischio che sta correndo, anche se lo abbiamo avvertito, di essere bocciato.
Mi rimetto a Lei Prof. Aceti perchè avendo più chiara la situazione possa dare a me e a mio marito qualche suggerimento più mirato.
In attesa di leggerLa in merito, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Maria R.
Gentile
mamma Maria ,
penso
proprio che suo figlio abbia una demotivazione dovuta forse ad una lieve
difficoltà di comprensione astratta,.. che significa che è più
portato per le cose pratiche che non per quelle teoriche¦ suggerirei
vivamente di far fare da uno specialista un test di orientamento e un test di
valutazione degli apprendimenti….perchè sono convinto fino in fondo che non
ci sono ragazzi lazzaroni, ma demotivati e occorre capire perchè è demotivato.
auguri
Aceti
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Ill. mo Dott. Aceti,
La ringraziamo per l’ascolto. Clara e Paolo
carissimi
Paolo e Clara,
mi
sembra che la bambina voglia avere il suo spazio in casa , perchè a scuola è
molto controllata per fare bella figura, mentre a casa si sente più libera.
Suggerirei di essere fermi con lei quando ci sono gli altri fratelli, ma è
importante che la madre riservi un momento settimanale con la bambina, per
uscire da sola con lei, perchè questo è quello che vuole la bambina
auguri
Aceti
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Gentile Maestramica,
sono un genitore di un bambino di 6 anni (figlio unico) e vorrei sottoporre alla
sua attenzione un problema che stiamo riscontrando da qualche tempo. Il nostro
bambino è normalissimo, gioca, è molto intelligente, però ha delle piccole
fobie che stanno man mano creandoci diversi problemi. Farò alcuni esempi: A
casa a parte avere paura del buio, cerca sempre luoghi luminosi e vivi (per
esempio se c’è la tv accesa) oppure c’è la presenza di qualcuno. La notte
non riesce a dormire nella sua stanza e si deve addormentare per forza con noi e
deve esserci la tv accesa o
Un cordiale saluto
Lino
carissimo
papà Lino,
il
bambino ha un po' paura a rimanere solo ed è insicuro, manifestando alcune
paure tipiche della separazione da sè stesso, dalle sue realtà conosciute.
Suggerirei :
-
Invitare gli amici del bambino a casa e
dire alle altre mamme di invitare poi il vostro
-
Organizzare alcune uscite con altri
genitori ove i bambini possano giocare fra loro…
Auguri
Aceti
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Carissimo dottore l'abbiamo
conosciuta tramite una sua conferenza e le faccio i miei complimenti. Abbiamo
bisogno di un suo consiglio. Siamo genitori di 2 bambini. Laura frequenta
la scuola qui dove abitiamo da 1 anno, mentre Filippo frequenta la materna al
vecchio paese, dove pensavamo di farlo continuare con l'elementare visto che il
team delle maestre del paese dove abitiamo mi e' stato sconsigliato da diverse
mamme. Il nostro istinto ci porta più di là visto che invece le voci sono
buone, ma abbiamo continuamente il dubbio che per un discorso sociale non
è una cosa giusta. Un'amica maestra ci ha consigliato "Agli amici si può
ovviare alle maestre no". Ringraziandola infinitamente.
Domenico e Annalisa
carissimi Domenico e Annalisa,
seguirei il consiglio della maestra e lo lascerei continuare nel vecchio paese….stando attenti a mantenere l'inserimento, in oratorio o in altri gruppi, nel nuovo paese.
Auguri
Aceti
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Efficacissimo Dott.
Aceti,
Approfitto di questo
spazio per chiederLe un consiglio: abbiamo due figli
maschi (7 anni e 3 anni e ½ ).
Di solito lo sgridiamo (ovviamente senza alzare la voce), dicendogli che non si
picchia nessuno, in particolare le mamme, i papà e i fratelli. Ma
lui insiste, e sfidandoci, continua a distribuire pugni e calci. Aggiunge
magari SIETE CATTIVI! MI PRENDETE IN GIRO. Nulla vale lo spiegargli che
non lo stiamo prendendo in giro ma lo stiamo sgridando, perché non vogliamo che
diventi un bimbo che picchia gli altri.
Quando le abbiamo tentate tutte, e i risultati restano praticamente
nulli, ci vien voglia di dargli una bella
sculacciata sul sedere…. Viva la pedagogia!
Abbia pazienza: io ho 30 anni e mio marito 35.
Siamo dell’idea che genitori non si nasce ma si diventa.
Stiamo cercando di essere meno “fascisti” come ci
ha insegnato giustamente Lei, ma certe volte sembra che il piccolo voglia
proprio sfidarci e dargliela vinta non ci sembra educativo (né nei suoi
confronti né in quelli del fratello maggiore).
Come se non bastasse, il papà (che gli vuole un bene dell’anima, come me)
arriva dal lavoro la sera alle 18.00 ed entrambi i
figli non lo salutano. Lui non pretende fior di abbracci
e bacini, ma almeno un Ciao Papà gli farebbe piacere.
Siamo una famiglia
normale?
Continui così, che ci
è di grande supporto tecnico – logistico – psicologico!!!!!!!!!!
gentile
mamma Anna, la vostra è una famiglia normale…e voi siete degli ottimi
genitori e il bambino che fa il tiranno lo fa perchè vuole superarvi, perchè
vi adora e vuole essere onnipotente….
Quando
il papà torna a casa, non importa se non viene salutato….l'importante
è che lui saluti i figli e che lei suggerisca loro di salutarlo, soprattutto
deve farlo nei momenti di calma, quando si stanno addormentando, dove può fare
un resoconto della giornata.
Per
quanto riguarda il "tiranno" è bene non dare troppo peso ai
suoi capricci, e, se non demorde, anche se scappa una sculacciata…penso che ciò
vada bene, per calmare la sua onnipotenza
aceti
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Daniela
gentile
mamma Daniela,
occorre
che la figlia diventi pian piano più sicura , nonostante l'ansia della
malattia e la paura di non farcela…
Suggerirei
di:
- insistere perchè stia con le amiche e faccia uno sport ( naturalmente con
il permesso del medico )
-
inserirla in un gruppo strutturato (
scout ) che la aiuti a rispettare le regole come un aiuto interno per il suo
futuro
-
sarebbe bene che il padre la
accompagni a scuola , e anche in altri ambiti sociali.
Un
abbraccio
Aceti
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gentile
mamma Alessandra,
la
situazione da lei presentata è un po' particolare, perchè le ragioni per
fermare il bambino ci sono, ma anche quelle per farlo proseguire…. Occorre
verificare il rapporto del bambino con i compagni e soprattutto il suo
parere….
Comunque
suggerirei di affrontare il colloquio con uno psicologo infantile…perchè la
decisione è molto importante.
Auguri
Aceti
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Salve, ho una bambina di 2anni e 5 mesi. Un mese fa ho deciso, in previsione dell'inizio a settembre della scuola materna, di cominciare a preparare la mia bimba al distacco da me.Tentativo ancora in atto visto che si dispera quando vado via. L'inserimento è durato 10 giorni e lei si deve ancora abituare all'idea del distacco da me. Mi dispiace molto lasciarla in preda alla disperazione anche perchè non si gode tutte le belle attività di gruppo, cosa che quando ero io dentro faceva. Non so se continuare o lasciare tutto, ma poi a settembre dovrà comunque ricominciare il" lavoro" della preparazione al distacco. Oltretutto ora anche a casa non si fida più di me e piange, a volte, per niente; cosa che prima non succedeva. Aspetto con ansia un vostro consiglio. Grazie
Gentile
mamma,
non continui più a preparare la sua bambina… perchè per la bimba il tempo
non è come per noi, è eterno….sarebbe inutile e dannoso ricordarle
continuamente l'andata alla scuola materna…
il
giorno prima la preparerà, dicendole che lei, anche se le dispiace un po' che
la bimba andrà all'asilo perchè non potrà stare tutto il giorno
insieme, è però anche molto contenta perchè la bambina potrà conoscere
e giocare con nuovi amici….
Mi
raccomando , non dica più nulla alla bambina
Aceti
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Buonasera Dott. Aceti,
sono la mamma di una bambina di 4 anni
che frequenta il secondo anno della scuola materna. Lei
è figlia unica e non ha cuginetti, io e mio marito lavoriamo 8 ore al giorno e
quindi dall'età di 4 mesi è stata ( per le 8 ore) affidata ai miei genitori e
talvolta a mia suocera.
L'anno scorso, quindi il primo anno di scuola materna, ha subito mostrato
problemi di approccio con i suoi coetanei (l'avevo già notato quando la portavo
ad esempio al parco giochi) praticamente era terrorizzata ( e non esagero) della
loro presenza e della loro vicinanza.
Piano, piano questa cosa si è un po' affievolita, ma non del tutto, è
permalosissima e si dispiace di tutto, anche di un semplice no da parte di un
suo coetaneo, ma la cosa che più mi da preoccupazione, vengo al punto, è il
profilo che la maestra mi ha illustrato di mia figlia: la
bambina non fa nulla di quello che la maestra dice di fare, osserva quello che
fanno gli altri ma non dimostra curiosità, è come se non le interessasse
minimamente quello che fanno, non completa le schede didattiche, ad esempio
"colorare un disegno" , consegna il foglio completamente
scarabocchiato. Quando la maestra dice a tutti di prendere gli zaini per
prepararsi a fare la merenda, guarda con grande superficialità che tutti si
alzano, ma lei resta lì seduta al suo posto senza fare una piega!
I compitini che le vengono assegnati, i bimbi di 3 anni li svolgono
tranquillamente, invece lei non li fa. Per farle fare le cose, la maestra deve
ripeterglielo tantissime volte. E' come se vivesse in un suo mondo, questo mi ha
detto la maestra. Eppure le assicuro che è una bimba molto sveglia,
intelligente, chiacchierona e piena di risorse ( lo dice anche la maestra, non
solo io) soltanto che non si riesce a farla emergere nel contesto del gruppo.
Il consiglio che ha dato a noi è di spronarla anche nel nostro ambiente
familiare, ma io noto che il suo problema emerge quando sta con gli altri
bambini.
Perchè? come posso aiutarla?
Grazie infinitamente per l'ascolto Dottore.
Samanta.
Gentile
mamma Samanta,
la
bambina è un po' poco stimolata e stando molto con i nonni , si è abituata ad
essere spronata, …solo così fa le cose….sono convinto che la situazione
migliorerà col tempo...
Suggerirei di invitare qualche amichetta il sabato o la domenica a casa…..poi
vada a trovare qualche amica con la bimba e , se possibile la inserisca in una
attività ( danza, pittura, ecc)
auguri
Aceti
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Ho due bimbi, uno di 3 anni e l'ultima di quasi sei mesi. Purtroppo per ragioni economiche sono dovuta tornare a scuola (io insegno) da due mesi quasi. Purtroppo la scuola non mi è venuta per niente incontro con l'orario (anche se sono in riduzione per allattamento) e così mio figlio deve per due volte alla settimana andare a scuola prestissimo e altre due volte alla settimana lo posso andare a prendere tardissimo, e ovviamente è l'ultimo ad andare via rimanendo un ora e più oltre la chiusura. Mi sento tanto in colpa per questa situazione, avrei voluto potergli offrire il meglio e invece devo spedire la prossima settimana la piccola già al nido, e lui risente molto di questa "scuola prolungata". Tutti mi dicono che conta la qualità, ma io ho spesso crisi di pianto perchè mi sembra di non aver fatto le scelte giuste. Può essere veramente grave per loro questa situazione o io mi preoccupo troppo?
Grazie infinite. Chiara
carissima mamma Chiara, capisco i suoi sensi di
colpa e penso che il bambino soffra un po' di questa situazione… ma vede, noi
genitori abbiamo uno strumento eccezionale per dare senso a questa
sofferenza….spieghi al bambino che deve fare così e quando lo vede alla sera
, lo ringrazi per la pazienza che ha avuto a scuola stando lontana da lei…poi
dedichi un momento al sabato e alla domenica, da sola con il figlio maggiore e
lo porti in una libreria, facendo scegliere al figlio il libretto che vuole,
dicendogli che ogni sabato o ogni due sabati farà così, come una cosa segreta
con lui…. In questo modo , ritualizzerà il tempo ( che per il bambino è
sicurezza ) ed educherà il bambino alla lettura.
Con
stima
Aceti
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Gentilissimo dott. Aceti, mi chiamo Roberta ho 31 anni e sono la mamma
di un bellissimo bimbo di nome Michele di 16 mesi, e per giugno aspetto il mio secondo bimbo. Fortunatamente sto vivendo una bellissima gravidanza se non fosse che un comportamento del mio bimbo mi desta non poche preoccupazioni per il presente, ma soprattutto per quando arriveràil prossimo bebè. Le spiego: Michele ha il brutto vizio di MORDERE! Ha iniziato a 7mesi quando è iniziata la dentizione e da allora non è più passata, anzi ora diciamo che le sue prede preferite sono i bimbi piccolissimi (ecco la mia profonda preoccupazione) a tal punto da mettermi a disagio nei confronti degli altri genitori. La scorsa settimana ha perfino interrotto il suo gioco per dare degli schiaffi contro il televisore perchè ha visto e sentito un bimbo piccolissimo piangere. Io e mio marito ogni volta che lui morde lo sgridiamo prontamente, ma pare che a lui non interessi granchè tant'è che passati 10 minuti siamo punto e a capo. Ho paura che lui mi voglia comunicare qualcosa ed io però non capisco cosa, così da sbagliare ulteriormente e magari aggravare la situazione. Volevo far inoltre presente che Michele non va al nido, ma passa le sue giornate con me o mio marito in base ai nostri turni di lavoro. Devo esser sincera, questa situazione mi fa sentire inadeguata, vorrei un consiglio da lei nonchè se ha anche qualche libro da propormi come lettura.La ringrazio sentitamente
Roberta
Gentile
mamma Roberta, lei non è inadeguata, anzi penso che sia una buona mamma…. Il
suo piccolo morde perchè ritiene questo come un gioco e lo usa per manifestare
qualcosa che ha dentro sè…. Ma non si preoccupi, non importa se non
comprendiamo tutto dei nostri bambini, quello che conta è che li amiamo così
come sono e come riusciamo…
Non parli più al bambino del mordere e non aumenti la tensione su questa
cosa….
Augurissimi
per il prossimo bambino.
Aceti
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Gentile dott. Aceti, sono Valentina, ho
una bambina di 20 mesi che sta mostrando il suo "bel caratterino": è
molto capricciosa, piange sempre e la cosa più difficile è che non è facile
consolarla. Io l'amo, è la mia vita, ma sono arrivata alla frutta, mentre torno
dal lavoro ho gli incubi e mi domando "Sarà tranquilla Matilda? Mi
permetterà di fare la spesa? Riusciremo a giocare senza che lei faccia capricci
o appena si arrabbia senza alzare le mani? Riuscirò ad andare in bagno senza
che lei mi sia attaccata alla gamba e pianga? Riuscirò ad avere 10 minuti da
dedicare a me stessa?" e tantissime altre domande, ma la domanda che mi
sconvolge è questa: "Sto sbagliando qualcosa io? Perchè non riesce ad
accettare nessun NO? Sono nervosa, quanto riuscirò ad andare avanti
così?" Se la mia piccola fa una cosa sbagliata, io cerco di farle capire
che non si fa, ma lei comincia a piangere e niente riesce a calmarla; non riesco
a distrarla con niente altro, nemmeno se le riconcedo di fare ciò che stava
facendo. Continua a piangere, a urlare, a dimenarsi, si sdraia per terra e ha
una forza tale che io non riesco nemmeno a prenderla in braccio e questa è una
routine quotidiana che succede più volte al giorno ed io sono stanca. Non le ho
mai alzato una mano, ma delle volte mi verrebbe da darle un bel pizzone e ciò
mi fa male perché mi sembra che sto andando fuori di testa. Sicuramente stiamo
sbagliando qualcosa noi genitori, ma non so cosa!
Ho sempre detestato le bimbe capricciose viziate e testarde ed eccola qua la mia
piccola con tutti i difetti che non volevo. Non riusciamo più a fare niente,
nemmeno quando si programma una uscita al parco o da qualsiasi altra parte,
tutta dedicata a lei, niente, più che un uscita serena diventa una missione
impossibile. Mi scusi lo sfogo
La ringrazio anticipatamente,
Valentina
GENTILE
MAMMA VALENTINA,
non
ci sono le bimbe testarde , capricciose o cattive….
Occorre prevenire e se piange, le cambi interesse… non pretenda che comprenda,
ma continui a parlarle e spiegare perchè questo si fa o non si fa.
Poi, mi creda, prenda un po' di spazio per sè… Esca una volta alla settimana
a fare quello che le piace… e due volte al mese con il marito, affidando la
bimba alla nonna o a qualcuno…sono convinto che tutto ciò fare bene a lei e
alla bimba..
Le
sono molto vicino
Aceti
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Preg.mo
Dr. Aceti,
sono
un padre di un ragazzo di 12 anni di nome Davide e volevo chiederLe
un'opinione ed un eventuale suggerimento.
Premetto
che la nostra situazione familiare è normale, purtroppo mio figlio in
particolar modo a scuola (3° media) ha accusato un calo di rendimenti,
seppur ancora abbastanza positivi, per cause che forse potrebbero ricondursi a
stati d'ansia e preoccupazioni ma non innamoramenti (almeno così mi ha
detto). Per essere più precisi secondo quanto mi riferisce (anche se è una
persona abbastanza introversa), teme le brutte figure, vorrebbe essere più
tranquillo e rispondere in modo adeguato alle interrogazioni per dimostrare ai
propri compagni che è bravo, teme che il prossimo anno (volendo lui fare 1°
liceo scientifico) non possa farcela, risente quando il fratellino più
piccolo (7 anni) scherzando o meno gli dà dello stupido, teme di bloccarsi di
fronte ai professori all'esame ormai imminente di 3° media. Devo dire
inoltre che Davide è anche un ragazzo molto dolce e generoso, che però si
distrae molto quando studia ed è un po' ingenuo, dà molto
importanza al giudizio degli altri. In conclusione, io come padre alla stregua
di sua madre siamo molto in difficoltà e preoccupati della situazione
che potrebbe riflettersi in modo negativo oltre che a scuola anche nella vita
privata futura poichè la crescita e lo sviluppo fisico del ragazzo in questo
ultimo anno continua ad essere molto rapido.
La
ringrazio anticipatamente
Edoardo
Gentile
papà Edoardo,
Suggerirei
:
-
Gratificarlo di
fronte ai risultati positivi
-
Aiutarlo con
qualche persona che lo sostenga nei compiti
-
Sdrammatizzare
questo periodo magari con uno spazio settimanale che lei come padre può
dedicargli
-
Mi raccomando,
occorre dare la mancia al figlio ( una quota settimanale ) e questa va data
sempre, anche se prende un brutto voto.
-
Inserirlo in una
attività sportiva o di gruppo
Auguri
Aceti
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Gentile
mamma,
non
continui più a preparare la sua bambina… perchè per la bimba il tempo non è
come noi, è eterno…. sarebbe inutile e dannoso ricordarle continuamente l'andata
alla scuola materna…
Mi
raccomando, non dica più nulla alla bambina
Aceti
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Gent.mi,
vorrei sottoprovi un problema, per me importantissimo, il rifiuto di fare i
compiti da parte di mia figlia di sette anni.
Premetto che la bambina è a scuola un po' timida e che ha appena ricevuto la
pagella, che la vede con una media di sufficiente -buono in tutte le
attività.
Gentilissimo
Sig. Rosa,
la
bambina ha trovato il modo di “manipolarvi” facendo fare a voi i compiti….
Non c’è nulla di grave in questo…
Suggerirei
:
-
Invitare qualche amichetta a casa per i
compiti e fare in modo che la bambina vada poi a casa di altre amiche per i
compiti.
-
Inserire la bambina in una attività
sportiva….
-
Sostenerla e lodarla ogni volta che fa
qualcosa di buono e non ricattarla con i compiti…
-
Occorre che il papà stabilisca in
accordo con le figlie i lavori da fare in casa…
-
Occorre che il padre dia alle figlie la
mancia settimanale per aiutarle nella loro autonomia…
Auguri
per tutto
Aceti
![]()
Gent. Dott Aceti,
sono la mamma di un bimbo di 7 anni e volevo chiederLe un'opinione ed un
eventuale suggerimento.
Le premetto che sono separata e che il mio ex marito è stato precettato e
poi messo fuori casa a seguito di un'aggressione subita alla quale il
bambino ha assistito. La mia decisione di separarmi è maturata dopo mille
tentativi di tenere in piedi una famiglia che tale non era (incuranza e assenza
totale del mio ex sia come marito ma peggior cosa come padre).
Il piccolo ha assistito a diversi episodi di violenza (schiaffi, spinte nei miei
riguardi) e rifiuto a qualsiasi contatto nei suoi confronti da parte del padre.
La situazione attuale è che mio figlio soffre molto i brevi periodi in cui è
con il padre ( affido congiunto con diritto di visita da parte sua a week-end
alterni) lamentando la mancanza di attenzioni e di amore di cui ogni bambino
necessità, chiudendo la comunicazione tra il bimbo e me nei periodi di lunga
permanenza (periodi feriali). Il risultato che ne scaturisce è insofferenza da
parte del bimbo prima di andare con il padre e al ritorno una situazione di
totale ingestibilità (nervoso, scontroso, apatico), disattenzione in classe non
dovuta a un suo volere ma al fatto che lui proietta la settimana che
precede questi week-end già al lunedì, mal di pancia e per due volte
consecutive episodi di vomito.
Ora il punto è il seguente: mi preme risolvere il problema del bimbo ma pare
che la nuova legge non lo consenta.
Lei ha un modo per aiutarmi a risolvere quanto sopra?
La ringrazio e le porgo cordiali saluti
Donatella
Gentile
mamma Donatella,
i
comportamenti del bambino sono dovuti all’ansia di abbandono che ogni volta il
bambino prova quando deve andare o tornare dal papà, che per lui comunque è
molto importante…
Suggerirei vivamente di recarvi entrambi ( ANCHE SE SIETE SEPARATI, OCCORRE CHE
SIATE MATURI NEL CONFRONTI DEL BIMBO ) da uno psicologo infantile per parlare
del bambino e vedrete che i suggerimenti aiuteranno a risolvere la situazione
che non è grave, ma è a rischio di sofferenza.
Potreste
anche rivolgervi alla associazione GEA ( genitori ancora ) che tratta bene
queste situazioni.
Auguri
Aceti
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GENTILE
MAMMA SABINA , la separazione col marito ha contribuito ad aumentare la tensione
e le garantisco che i suoi bambini sono normali…..
Anche
se voi siete capaci di educare, quando c’è tensione è facile
sbagliare… e i bambini soffrono.
Auguri
Aceti
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Gentile
mamma Giovanna ,
è
normale che il bambino non voglia più andare a scherma, perché quando è con
la mamma, non vuole staccarsi… questo lo fa non perché non gli piace la
scherma , ma per il distacco…
suggerirei di ascoltare l’allenatore e soprattutto che sia il papà ad
accompagnarlo, o uno zio, o un amico grande…
auguri
Aceti
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Gentili signori di Maestramica,
Gentili Alessandro e Emanuela , Francesca ha
una piccola ansia da separazione da voi e da se stessa….suggerirei :
- …soprattutto non parlare più con lei del judo perché la bambina piange per
tenervi legati a lei… occorre che il papà faccia con lei il gioco della
lotta …. L’importante è che vada volentieri alla scuola materna e che si
comporti bene alla scuola materna , perché ciò significa che è in grado di
adattarsi alle varie situazioni…. Soprattutto non drammatizzate perché
sono fenomeni normali a questa età
un abbraccio
Aceti
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Buongiorno, sono la mamma di un bellissimo bambino di appena 3 anni che mi sta facendo vivere una situazione non semplice: premetto che è sempre andato al nido già all'età di 1 anno, con orario part time: il primo anno era con me al pom., il secondo anno abbiamo dovuto cercare una baby sitter, mentre adesso che comincia ad andare alla scuola dell'infanzia stiamo provando a farlo dormire là, e siccome io riesco ad essere a casa non prima delle 18.00 si occupa un'altra mamma di prelevare il suo ed il mio bimbo verso le 17.15 in quanto riteniamo che siano stanchi x lasciarli là oltre ... noto in mio figlio figlio una certa aggressione nei confronti di questo bimbo in quanto di soli 2 mesi + piccolo non sa esprimersi ancora bene non essendo mai andato al nido. Questo bimbo si è affezionato molto al mio bimbo, mentre il mio dice che "gli dà fastidio". La sua aggressività è anche aumentata nei nostri confronti ( la mamma e soprattutto il papà ) ma credo che questo riusciamo ad affrontarlo serenamente, accettando il fatto che lui sta vivendo una situazione di distacco e quindi "ci punisce", leggo molti libri ... ma nessuno mi consiglia in merito a come comportarmi quando lui picchia noi oppure un'altro bimbo?? Sappiamo che violenza richiama violenza, quindi evito di colpirlo; ho provato col castigo tenendolo seduto x qualche minuto finchè non si calma, ma devo dire che questi comportamenti stanno aumentando e rischiano di "farci sprecare" quel pò di tempo da passare bene insieme in estenuanti bracci di ferro... io vorrei dedicarmi a lui in piena serenità come era un tempo e non voglio temerlo, anche perchè ho paura che possa prendere il sopravvento ... sono così furbetti!
Spero di essere stata chiara e resto in attesa di consigli ...
Stefy
1)
gentile mamma Stefi , il bambino è
perfettamente normale, e cerca di manifestare la sua autonomia, solo che lo fa
in modo sbagliato,,,
2)
quando picchia la mamma o un altro
bambino occorre intervenire e dire in modo fermo e deciso “ questo non si fa
“ e mentre lo si dice , si porta il bimbo in un’altra parte e se lui insiste
, si può dare un piccolo schiaffetto sulla sua manina , dicendogli che la
manina è brutta quando fa così.
3)
Non bisogna assolutamente lasciar
correre questi episodi, perchè il bambino deve avere un punto fermo di fronte
alla sua aggressività
4)
Un augurio di Natale
Salve, sono
una ragazza di 26 anni, aspetto una bambina da 7 mesi e sono insieme al mio
compagno di 29 anni da 9 mesi. Sono
rimasta incinta ad aprile e nonostante ci conoscessimo da soli due mesi ho
comunque deciso di tenerla, una decisione nata spontaneamente piu' da me che
da lui, subito titubante e insicuro visto il suo stile di vita molto precario....
una persona dalle grandi capacità comunicative capace di fare grandi numeri
nel campo del marketing ma tremendamente incostante e spaventato dalle
responsabilità. ....
Il primo mese sembrava tutto perfetto, ...passa
il tempo e iniziano le sue lamentele.."non vedo piu' gli amici, lavoro
troppo, non gioco piu' a calcio e non riesco nemmeno a vedere piu' le partite
in tv... " una continua lamentela, così io gli dissi che se aveva
bisogno dei suoi spazi era libero di prenderseli..inizia così la serata con
gli amici, 1 allenamento a settimana e la partita del sabato pomeriggio, il
venerdi notte in discoteca..passa il tempo e io passo sempre di piu' in
secondo piano,.... mi promette le cose per farmi star zitta ma non le
mantiene, tipo una pizza insieme o una serata da qualche parte ma poi
all'ultimo inventa qualche cosa per farmi capire che non ne ha piu' voglia e
io passo l'ennesima serata tra le mura di casa..ogni tanto cerco di
arrabbiarmi e fargli capire che soffro perchè lui non c'e' mai, scappo dai
miei genitori e magari sto da loro dal sabato pomeriggio fino la domenica sera
senza volerlo sentire..ma nulla..dice che sono esagerata e non vede nessun
problema per cui è inutile discuterne, dice che ha bisogno dei suoi spazi e
che a me non va mai bene niente, mi sembra di parlare con un muro e sono
sempre piu' amareggiata, spesso faccio finta di niente perchè spero che lo
capisca da solo ma il risultato è sempre il solito : io in compagnia dei muri
di casa..dice che mi ama e che appena riesce cerca di avere un contatto con me
ma sono io ad essere fredda e distaccata e a non volerlo, il problema è
che io devo essere sempre disponibile e carina quando lui gli rimane qualche
minuto per me, tipo alle 11 di sera quando io ormai dormo ... come puo' dire
che questo è amore? pensa solo a se stesso e alle sue esigenze senza pensare
che una donna incinta di 7 mesi magari ha bisogno di qualche
attenzione...inizio a pensare che questo tipo di vita gli sta stretto e per
una specie di vendetta nei miei confronti per averlo " costretto" a
diventare padre si comporta così..non so che fare..forse è finita?
gentilissima
Cristina,
le
chiedo scusa se posso risponderle solo ora…
Un
abbraccio
Aceti
Chiarissimo Dottore,
abbiamo avuto la fortuna di ascoltarla
qualche mese fa durante una conferenza a Verona ed ancora oggi le Sue parole
ci sono di aiuto nel difficile compito quotidiano di educare i figli..
Così abbiamo pensato di chiederLe un
consiglio, sperando che possa leggere questa mail e possa trovare, tra i
Suoi tanti impegni, un momento per risponderci.
La nostra prima figlia, Francesca di
quattro anni, è una bambina molto vivace ed esuberante, non sta un momento
ferma, ed abbiamo pensato di farle fare qualche sport. Così
l'abbiamo iscritta ad un corso di Judo per bambini da 3 a 5 anni. A dire il
vero per adesso l'attività ha poco a che vedere con il judo, visto che
consiste soprattutto nel gioco e nel divertimento. Tutte attività che
Francesca adora. Eppure, siamo alla quarta lezione e non ha ancora trovato
il coraggio di salire su quel materasso e "buttarsi nella
mischia". Parte da casa con tanto entusiasmo, ma quando arriva il
momento di affrontare il gruppo ed il maestro ha un vero e proprio blocco.
Io e mia moglie siamo rimasti molto
sorpresi da questo suo comportamento; non immaginavamo che potesse essere
così timida. Il maestro di judo
ci rassicura dicendo che prima o poi troverà il coraggio e ci invita a non
demordere. Lei cosa ci consiglia?
Grazie.
Alessandro
carissimo
Alessandro,
Ascoltate
il maestro di Yudo , che mi sembra bravo
Un
augurio per tutto
Aceti
gentile dottore sono una mamma disperata di un bimbo di 15 mesi. Mio figlio premetto che non ha mai dormito tutta una nottata, ma sin da piccolo si svegliava per richiedere latte. Adesso da pochi mesi a questa parte è una disperazione; sembra che dorma sereno, ma si sveglia di colpo piangendo e se prima bastava il ciuccio per calmarlo adesso devo tenerlo in braccio e non solo. Quando tento di rimetterlo nel lettino si ritira a me come una calamita... tutto questo ogni 2 ore circa.. finalmente la mattina dalle 6 alle 10 dorme come quasi fosse notte senza recare nessun fastidio... mi aiuti la prego
Teresa
GENTILE
MAMMA Teresa,
probabilmente
quando riceverà la mia risposta la situazione sarà migliorata.
Suggerirei
:
- lo metta a letto sempre alla stessa ora , con gli stessi rituali : il
bagnetto, il cambio del pannolino , qualche piccolo giochino con il carillon ,e
rimanga vicino a lui finchè si addormenta…
Le
sono vicino
Auguri
Aceti
Gentilissimo
Dr. Aceti
Sono
una mamma di 38 anni ed ho un bimbo di anni 8 che frequenta la terza
elementare.
Le
insegnanti si lamentano che mio figlio non segue le lezioni, ha la testa da
un’altra parte, viene rimproverato e non ascolta, deve continuamente farlo
uscire perche’ non riesce a stare fermo, l’unica cosa positiva che mi
hanno detto “e’ un bimbo estremamente intelligente ma non si applica”.
Hanno anche consigliato l’intervento di uno psicologo,
Anche
a casa io ho molte difficolta’ a farlo studiare ed a farmi obbedire, se lo
castigo peggioro la situazione, se cerco di andarLe incontro se ne approfitta.
Mio
marito devo dire la verità, è poco presente lavorando dal Lunedì al Sabato
tutto il giorno, torna a casa alla sera alle 20,00 e il tempo che gli dedica
è veramente poco, sono quindi sempre io a dover affrontare tutte le
problematiche. Mio figlio è sempre con me, (perché non ho aiuto da parte di
genitori e suoceri) ed io sono diventata la sua figura fondamentale ed
indispensabile, non mi da respiro, vuole giocare solo con me, mi chiama e mi
segue in continuazione, io non ho piu’ spazi, quando lui è’ a scuola io
lavoro, appena torniamo a casa non riesco a fare niente, io cerco di dargli
tutto l’affetto possibile ma poi mi scappa anche la pazienza cosa devo fare?
Vorrei
un consiglio di come ci dobbiamo comportare io e mio marito nei confronti del
ns/bambino.
Grazie.
5)
Gentile
signora CASATI … sono convinto che suo figlio abbia bisogna di separarsi da
lei per crescere la sua realtà sociale.
Occorre
che suo marito si avvicinio di più.
Suggerirei
:
1) affiancate il bambino ad un’altra figura per fare i compiti ( o un maestro
o un ragazzo universitario o una maestra ).
2)
inserite il bambino in uno sport di gruppo con un allenatore maschio ( calcio,
pallacanestro, pallavolo , ecc)
3)
e’ anche importante che lei signora si prenda un impegno settimanale alla sera
, ove possa uscire e lasciare per quella sera , il bambino al papà
4)
due volte al mese , la sera , lasci il bambino dai nonni o da una baby settere e
esca cin suo marito: ciò fare bene a voi e permetterà la separazione del
figlio.
Auguri
aceti
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Gentile
mamma Maria,
-
Occorre soprattutto l’intervento del
padre, che lo sostenga …
-
Non controlli più i compiti e ai
colloqui con i professori è bene che vada il papà.
-
Bisogna dare la mancia settimanale al
figlio …e non importa se quando ha bisogno di soldi viene a chiederli …perché
così viene trattato come un bambino piccolo…
-
I fiori di bach possono andare bene, ma
secondo me non servono a risolvere il problema
aceti
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Gentile
mamma, innanzitutto le sono vicino per la fatica che sta facendo ….
Suggerirei
:
-
esca alla sera lei con il marito
almeno due volte al mese,lasciando i figli o ai nonni o a qualcuno di sua
fiducia.
-
Si prenda un impegno settimanale, ove
lei possa uscire per riposarsi …
Mi creda, il tempo che dedicherà ad uscire col marito sarà speso bene sia per lei, sia per i suoi figli.
Aceti
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Gentile
signor Antonello,
Auguri
Aceti
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Gent.le dott. Aceti
sono una mamma di una bimba di 2 anni e mezzo ( e in attesa di un bimbo per
dicembre) che da due settimane ha iniziato la scuola materna.
E' l'unica bimba della sua classe
che non fa storie, non piange e va volentieri all'asilo.
Per la sua età è indipendente più degli altri nel mangiare e nell'andare in
bagno e ha una buonissima parlantina.
Tutto perfetto senonchè, la maestra mi ha detto che è molto molto discoletta,
nel senso che le piace molto comandare gli altri bimbi e per niente essere
comandata (dai bimbi più grandi e dalla maestra) e non solo, spinge e da sberle
agli altri bimbi. Dicendole di smettere si ottiene il risultato contrario. E'
come se volesse averla sempre vinta. Gli altri bimbi ovviamente finiscono per
non voler più giocare con lei, ma lei continua a non demordere ....
A casa, inoltre è diventata molto più capricciosa e si fissa su cose senza senso. Inoltre imita comportamenti "negativi" degli altri bimbi, per esempio:
- fa la frignetta dicendo che vuole la
mamma, quando è con i nonni;
- non vuole pulirsi dopo che è andata in bagno perchè i bimbi all'asilo se la
fanno addosso;
- dice qualche parolaccia.
Vorrei un consiglio su come risolvere la sua aggressività, senza peggiorarla.
Grazie
Cristina
GENTILE
mamma Cristina,
Auguri
per tutto
Aceti
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GENTILE
SIGNOR David,
Auguri
Aceti
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Massimo
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La sua bambina piange perché
vorrebbe avere la mamma accanto a sé e manifesta il suo disagio ..
occorre prevenire queste situazioni e iniziare a prendere in braccio la bambina
anche quando c'è la mamma ... lei deve iniziare a strutturare una relazione più
costante...
comunque penso che tutto andrà a posto, perché il pianto è perfettamente
nella norma
un abbraccio
Aceti
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Gentilissimo Dottor Aceti,
avrei bisogno di un consiglio: il mio
bimbo di quasi 5 anni (a giugno) frequenta la scuola materna e negli ultimi
tempi è diventato molto aggressivo nei confronti dei suoi compagni, li morde,
sputa e li picchia anche senza motivo, risponde male alle maestre, ringhia
quando viene rimproverato, ogni giorno le maestre mi fanno il resoconto del suo
brutto comportamento. Ma la cosa strana è che a casa non è così, le regole le
rispetta anche se bisogna sempre ripetere i concetti, comunque alla fine
ubbidisce, riusciamo a fare piccoli lavoretti con colori, colla e forbici, i
quaderni di winnie pooh, ecc. mentre all'asilo non sta fermo e disturba anche
gli altri. Le maestre mi hanno detto che per loro è difficile trattarlo, devono
comunque metterlo in castigo anche per giustizia nei confronti dei bambini
picchiati. Premessa: il mio bimbo, non è la pecora nera della classe,
sono 5 coetanei che si comportano più o meno così, con l'unica differenza che
egli è un bambino esuberante ed agitato, gli altri un po' più tranquilli,
quindi diciamo che emerge!
Il consiglio è stato di portarlo da uno psicologo/a per cercare insieme una
soluzione, ci siamo rivolti alla Asl consigliati dal pediatra di famiglia, ma la
persona che abbiamo visto per due volte non ci è piaciuta molto (...)
grazie per l'aiuto
Paola
gentilissima Paola,
penso che il piccolo abbia una certa
difficoltà a misurarsi con gli altri bambini ...e questo non perché è cattivo
o capriccioso, ma perché ha una piccola ansia interiore dovuta probabilmente
all'autostima che in questo periodo sta costruendo...
non bisogna assolutamente castigarlo o picchiarlo perché ciò lo porterebbe ad
assumere una idea di sé svalutativa.
per quanto riguarda lo psicologo, non so cosa dirle .... se non è soddisfatta,
lo cambi, perché questo è un suo diritto.
un abbraccio
Aceti
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Gentile Dottor Aceti,
ho una bimba di 4 anni, molto, molto indipendente e spesso irascibile su tutto quello che non le va. Se, per esempio, è in casa da un'amichetta e io la vado a prendere, inizia ad urlare che vuole rimanere lì e, anche dando spiegazioni con estrema gentilezza, continua ad urlare, alzare le mani e pestare i piedi. Quando è tranquilla provo a farle capire che non deve fare questi capricci, lei chiede scusa ma la volta successiva fa le stesse cose. Questo comportamento lo riserva solo a mamma, papà e nonna perché all'asilo e con altre persone è bravissima e gentilissima. Chiedo a lei cosa devo fare per cercare di calmarla e farla ragionare? Io non lavoro e, siccome la bimba è cresciuta con me, penso che la colpa di questo carattere scontroso sia anche mia, nonostante abbia sempre cercato di usare gentilezza nei modi e nelle parole.
Grazie.
Elisabetta
Gentile mamma Elisabetta,
la sua bambina non è capricciosa e non ha un brutto carattere, ma semplicemente , quando si deve separare da quello che sta facendo e lei la va a prendere, manifesta in modo deciso la sua contrarietà, perché vorrebbe continuare a fare ciò che sta facendo. Nei bambini sani, tutto ciò è perfettamente normale... Le suggerirei di non discutere molto con la bambina, ma di dire semplicemente " lo so che tu vorresti ancora stare qui ... ma adesso dobbiamo andare " e mentre pronuncia la frase, le prende la manina e se ne va.... La bambina continuerà a urlare, l'importante è che lei non le dica più niente .... Se farà così, senza dirle niente... sono sicuro che la bambina imparerà.
Auguri
Aceti
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Guido
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Caro dott. Aceti, sono separata con due figlie una di 9 anni e l’altra di 13 anni; vanno tranquillamente con il padre, ma quello che non riesco a capire è perché non riescono a parlarmi con tranquillità di quello che fanno con il padre. Siccome ultimamente il padre convive con un’altra persona e hanno avuto adesso un figlio, una sera che sono andate con il padre e hanno visto questo bimbo a me non hanno detto proprio niente. Perché hanno questo atteggiamento? Mi piacerebbe capire come la pensano e in caso di bisogno aiutarle a far capire certe situazioni, ma così è impossibile. Spero che siano tranquille.
Mony
Carissima Katia,
CHIAR.mo Prof, sono la nonna (ANNI 54) di un bimbo di tre anni , figlio di mia figlia , la quale si e' separata dal marito quando il bambino aveva poco meno di due anni. La separazione e' stata consensuale con affidamento del piccolo alla mamma,fermo restando il fine settimana con il padre ogni quindici giorni, e, martedi pomeriggio fino al le 14 del mercoledi' seguente.Tutto questo e' durato per alcuni mesi , contemporaneamente ad un atteggiamento di odio del padre nei confronti di mia figlia.Tuttavia mia figlia ha cercato per amore del bambino, di intrattenere un rapporto di comunicazione costante con il marito, permettendogli di andare a casa quando il bambino aveva la febbre e poi sempre piu' se il bambino cercava il padre. Adesso la situazione e' questa: il bambino sta a giorni alterni con il padre e la mamma; e' legatissimo a entrambi, pero' se gli si nega o non gli si permette di fare cio' che non e' giusto, chiede subito del padre con cui ha un grande rapporto di gioco e di permissivita'. Siamo arrivati al punto che, pur essendo attaccatissimo alla mamma, vuole stare con il padre.
Le chiedo cosa ne pensa e se si corra il rischio che non voglia stare con la mamma. Naturalmente, mia figlia cerca di comportarsi sempre preferendo il bene del bambino al suo, ma io sono molto addolorata e non so cosa e' giusto fare.
Le sono grata per una sua risposta.
Cordiali saluti
Lina
Gentilissima nonna Lina,
mi sembra che il bambino esprima il desiderio di essere come il papà, e questo
non tanto perché vuole male alla mamma, ma perché è un bisogno di tutti i
bambini maschi identificarsi con il padre...
Stia tranquilla, il bambino vi vuole bene e proprio per questo si sente libero
di esprimere questo suo attaccamento al padre....
Cercate di dire semplicemente che siete contente che voglia vedere il papà , ma
che ora deve stare con voi...
auguri per tutto
Aceti
Salve,
sono una ragazza di 25 anni e non ho figli, sono fidanzata con un uomo di 44 anni che ha una figlia di 8.Grazie.
Penso proprio che occorra tenere presente una
realtà ben chiara: tutti i bambini di questo mondo non vanno imbrogliati....
questa bambina ha capito benissimo che lei è la compagna del padre...ma proprio
per questo occorre che lei si presenti alla bambina e , assieme al padre ,
cerchi di trattarla bene....sa , tutti i bambini, dopo un po', se vengono
accolti e trattati bene, si affezionano agli adulti.
pertanto mi sembra che
-eviti di considerare la bambina come capricciosa e viziata....è una bambina
che vuol dominare la situazione, ma che , se accolta e tollerata, sicuramente si
affezionerà a lei.
- è completamente sbagliato da parte del padre non presentare lei alla
bambina, dicendole che avrà così una persona in più che le vorrà bene (
all'inizio la bambina dirà che non la vuole....ma lei non si preoccupi, perché
questo è il modo della bambina di metterla alla prova, per vedere se lei le
vuole bene nonostante quello che dice )
-al primo incontro porti alla bambina un regalo e non si preoccupi di
conquistarla, ma sia sempre gentile ...
sono convinto che in poco tempo la bambina si affezionerà.
auguri
Aceti
Ho sorpreso mio figlio di 10 anni con mia figlia di 9 mentre si toccavano, la mia reazione è stata dura con rimproveri e sberle. Parlandone con mio marito ci sentiamo falliti e spaventati. Dobbiamo preoccuparci? E se no, come è corretto comportarci? Grazie anticipatamente.
Giulia
carissima signora Giulia, a volte succede che siamo un po' bruschi con i nostri figli e poi ci sentiamo in colpa... direi di non preoccuparsi per quello che è successo... sarebbe importante prevenire certe situazioni, magari cercando di non farli dormire nella stessa stanza ... ma direi che tutto ciò è normale.. ora non dovete più parlare dell'episodio ai figli ...
augurissimi per tutto
Aceti
N.d.R. Segnaliamo sull'argomento la bella serie di libri:
Aceti, Rotteglia, BASTA CAVOLI E CICOGNE! Viaggio nell'affettività e nella sessualità (3 volumi, divisi per età I vol. 4-7 anni; II vol. 8- 11 anni; III vol. 12- 15 anni), Ed. Città Nuova
Gentilissimo Dottore,
ho un figlio di 6 anni che ha cominciato quest'anno a frequentare la classe
primaria e a scuola a detta della maestra va tutto bene ma i problemi nascono a
casa con I COMPITI!!!!
Al solo pensiero che anche oggi che abbiamo di fronte il week end ne avrà
parecchi mi viene male!!!
Comunque chiedo a lei il consiglio di come mi devo comportare io di fronte ai
suoi iniziali rifiuti, poi costretto a sedersi per farli comincia ad inventarsi
una serie di mali dal mal di testa alla febbre al mal di pancia e allle gambe,
poi comincia con la fame,la sete ecc....cioè ogni scusa è buona per non
cominciare o interrompersi, dopo di chè cominciano i continui pianti.....
Io quando viene a casa da scuola non lo metto subito a fare i compiti o meglio
lo faccio giocare o guardare la televisione, quello che vuole lui...è giusto???
Nel week end o nelle vacanze bisogna concentrare i giorni in un'unica giornata o
distribuirli durante l'arco di tempo di assenza dalla scuola??
Inoltre tornando ai compiti quotidiani pomeridiani di fronte a questa sua
negligenza e svogliatezza come mi devo comportare??? (...)
Durante l'esecuzione dei compiti ho anche più volte provato a dirgli di
chiudere il quaderno e di non farli che poi ci avrebbe pensato la maestra il
giorno seguente ma non vuole....
Le chiedo un sincero aiuto per come fare e come comportarmi anche perché il mio
metodo è armarmi di tanta pazienza e cercare (all'inizio) di essere carina e
gentile ....poi capisce che dopo un pò comincio a perdere la pazienza ad alzare
la voce e anche a ricattarlo per eventuali punizioni!!!!!!
La ringrazio molto per l'aiuto che mi darà!
Francesca
gentile mamma Francesca , mi sembra che il suo bambino non voglia fare i compiti con lei, perché è ancora piccolino e vuole giocare... inoltre lei come mamma è un po' troppo coinvolta... bisogna operare una separazione ... sarebbe bene che il bambino facesse i compiti con un'altra persona ( la zia, il papà , la cugina grande o una persona scelta da voi... ciò opererà la separazione da lei e il bimbo si sentirà più grande .
auguri Aceti
Gentile dottore, mia
figlia di tre anni e 1 mese ha affrontato la prima settimana di scuola materna,
e dal secondo giorno ha fatto tutte le notti la pipì a letto, sebbene dal mese
di giugno avevamo tolto con successo il pannolino sia di notte che di giorno.
Stanotte quando l'ho cambiata le ho messo il pannolino. Come devo comportarmi?
La notte le devo mettere il pannolino oppure no? Grazie
Diana
Gentilissima mamma Diana, è
evidente che la sua bambina sta manifestando la sua ansia nel fare la pipi...
Ciò può essere normale perché i bambini, come noi, hanno i loro modi di
manifestare le difficoltà della crescita... Cerchi
di tranquillizzarla, senza esasperare il fatto che deve metterle il
pannolino.... le dica
che se occorre lo metterà e che quando starà meglio glielo toglierà....
Le faccio tanti auguri per la piccola.
Aceti
Salve dottore vorrei chiederle un consiglio per un mio amico. Vado al dunque: giorni fà il figlio di 6 anni ha assistito a un colloquio tra la madre e una sua amica dove le raccontava la morte del padre. Il bambino successivamente è andato in bagno per far pipì, ma tardava ad uscire. A quel punto il padre insospettito è entrato in bagno, l'ha trovato in lacrime dicendo che non voleva che lui morisse. Questo episodio è capitato per altri giorni;poi le lacrime sono sparite, ma continua a dire a suo padre che non vuole che muoia. Naturalmente angoscia il mio amico questa situazione. Lei cosa consiglierebbe e comunque è normale? La ringrazio fin da ora
distinti saluti Viviana
gentile Viviana,
la reazione del bambino è normale...
I bambini spesso, quando sentono parlare
della morte, pensano che questo accadrà al loro papà o alla loro mamma, perchè
manifestano in questo modo la paura di essere abbandonati... Comunque
direi di stare tranquilli... L'
importante è dire al bambino
che il papà e la mamma sono giovani e che di solito si muore quando si è
vecchi... e poi non
bisogna dire più niente ... Solo
se il bambino domanda, si può rispondere brevemente, sempre con parole di verità.....
Auguri per tutto e ...un abbraccio al piccolo.
Aceti
Gent.mo
Dott. Aceti, sono una nonna di due nipoti, uno di nove anni, Matteo, e uno di
otto anni. E sono fratelli. Matteo è
un bimbo diligente a scuola , inizialmente ha avuto qualche difficoltà per
la relazione con i compagni, ma poi è stata superata e ora va tutto bene. Il
fratello più piccolo Alessio è un
bimbo molto sensibile,
affettuoso, molto legato al fratello, ma presenta qualche problema:
ha molto appetito quindi è robusto, mangia in modo scorretto e veloce, fa la
pipì a letto, i genitori a volte
mettono il pannolone, lega molto con gli amici e i compagni ma fin dall’asilo
non ha mai lavorato neanche con i disegni. A
scuola continua a non lavorare e a casa deve fare i
compiti anche quelli che no ha fatto a scuola. Durante le lezioni non disturba
ma non lavora. Il papà (...) è a
casa solo alla sera e a volte rientra tardi quindi è la mamma, la quale
lavora par-time a seguirlo e anche per i compiti che Alessio esegue a stretta
sorveglianza, ma non si impegna
quindi è una fatica per tutti. E’ un bimbo intelligente, pronto
nell’apprendere, ma lui dice che la
sua materia preferita è la ricreazione perché vorrebbe sempre giocare.
Non so se ho esposto in modo corretto e sufficientemente chiaro il problema, ma
ci terrei molto ad un Suo parere in
quanto le maestre e anche i genitori sono in attesa che il bimbo maturi spontaneamente
questo interesse per lo studio e non so se sarebbe più utile aiutarlo in altro
modo.
La ringrazio anticipatamente
Complimenti per tutto il Suo prezioso lavoro e La prego gradire i miei più
cordiali saluti.
Vittoria
Gentile nonna Vittoria,
grazie per la sua letterina..
è bello sapere che lei si occupa ed è
attenta ai suoi due nipotini..
Mi sembra che il nostro
Alessio presenti alcune paure infantile che ancora sono nascoste e che
determinano la sua immaturità e svogliatezza..
Comunque se fossi al vostro
posto, farei fare una osservazione al piccolo presso un centro di psicologia
evolutiva, in quanto mi sembra che la demotivazione scolastica possa essere
legata a qualche problematica di apprendimento augurissimi
per tutto
un abbraccio ai suoi nipoti
Aceti
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Buongiorno, dott.Aceti, sono uno zio preoccupato!!! Mio nipote, che ha ormai 12 anni, ha un problema che mi sta molto a cuore, è dislessico e fa fatica a leggere e ad entrare nell'ambito delle lezioni come i suoi compagni. Ha bisogno di un'insegnante di sostegno, cosa che adesso che frequenta la 1°media gli è stata tolta per motivi di organizzazione scolastica (...) e il giudizio scolastico non è postivo: mentalità infantile e nessun impegno per la scuola. Premetto che i genitori (...) non lo seguono a dovere. Dopo varie nostre sollecitazioni, si sono accorti che questo bambino effettivamente aveva questi problemi, ma pur sapendoli vengono tutt'ora ignorati da essi. (...) a tutt'ora siamo sempre senza miglioramenti. (...) Circa tre anni fa mi ero proposto di prenderlo nella mia famiglia,(...), avevo già fatto richiesta alle assistenti sociali per un aiuto apposito a lui, però mi è stato negato dai genitori. Mi scuso se mi sono dilungato nello spiegare la vicenda, dottore, ma vedo che per mio nipote non ci sono progressi, è abbandonato a se stesso, sta ore e ore davanti alla playstation, non gioca con i suoi compagni, è diventato nervoso e addirittura anche manesco con la madre. Fa fatica a comunicare con i suoi coetanei e si comporta come un bambino di 4/5 anni come mentalità. Questo mi dispiace e sono ormai sfiduciato perchè ci divide la distanza circa 150km (...) e non poterlo aiutare un po' mi rammarica (...). Le chiedo: come posso aiutarlo (ho cercato di farmi spiegare la situazione con la direzione didattica della scuola, ma senza il consenso dei genitori, non mi hanno detto nulla). Spero di aver spiegato il problema e la ringrazio vivamente. Fiducioso della Sua risposta, cordialmente le porgo i miei saluti.
FABRIZIO
Gentile sig. Fabrizio,
mi sembra che la
situazione di suo nipote sia particolarmente complessa e delicata.. Sicuramente
, oltre alla dislessia, suo nipote risulta essere molto demotivato e
sofferente per la precarietà educativa. In
questa situazione forse lei potrebbe aiutare suo nipote magari vedendo
col parroco della zona dove abita suo nipote, se c'è un educatore maschio o
uno studente universitario al quale affidare il ragazzo durante i compiti e
durante le vacanze estive, almeno per tre pomeriggi settimanali per poter fare
i compiti e sostenerlo..
Naturalmente ciò avrebbe un costo che lei potrebbe garantire.... dopo aver
trovato la persona, e solo dopo, potrebbe presentare la proposta ai genitori
del ragazzo, sperando nella loro accoglienza...
Comunque, signor Fabrizio, le sono vicino per tutto, per tutto.
Aceti
Carissimo Professore, ho un bambino in quarta elementare che ancora oggi non riesce a stare attento alle lezioni, i voti scolastici sono pessimi. Io lavorando non riesco a seguirlo come vorrei. Anche se nei primi anni di scuola lo seguivo assiduamente, anche se per gli insegnanti non era così. E' un bimbo che vuole giocare, correre, stare in compagnia degli amici, mentre lo studio è proprio l'ultimo dei suoi problemi. Sto facendo con lui un corso di pianoforte e sono consapevole che lui è un bimbo che non sta fermo in classe e che sicuramente disturba. Vorrebbe già sapere tutto senza fare la fatica di imparare. Usa molto la sua testa e non segue i consigli di nessuno. Di positivo è molto sensibile, affettuoso e bisognoso di attenzioni. In prima elementare l'insegnante mi aveva detto che il bambino non sapeva ancora nè leggere e nè scrivere e lei non sapeva più cosa fare. Mi sono armata di pazienza e gli ho insegnato a fare le lettere in corsivo. Tutti i pomeriggi li passavamo davanti a fogli e penne a provare e riprovare. L'anno dopo l'ho fatto seguire da un centro per aiutare i bambini: la logopedista era molto arrabbiata con l'insegnante e aveva detto che avrebbe parlato lei con quest'ultima. Invece il giorno del colloquio la logopedista non si presenta e arriva la psicologa che aveva visto mio figlio quattro anni prima per la balbuzie. Mentre ero dentro la classe che aspettavo insegnanti e logopedista, sento queste donno parlare tra loro e la psicologa per mettersi d'accordo su cosa avrebbero dovuto dirmi. Quando entrarono in aula e mi videro dissero che non stavano parlando di me. Mi sono sentita presa in giro e ho deciso di non andare più in quel centro. Sono consapevole che il mio bimbo ha bisogno di aiuto ma... Penso comunque che adesso la scuola chiede molto alla famiglia, io non sono un'insegnante, ma una mamma; ai miei tempi non avevamo tutte quelle penne, quei quaderni e quei libri e quindi riuscivamo a gestire da soli le nostre cose. Io non riesco a gestire tutte quelle cose per lui... sono così stanca della scuola che lei non ha un'idea. Forse chi deve essere curato sono gli adulti che pretendono troppo dai bambini e quando uno di questi si ribella al sistema allora si deve essere riabilitati.... lo trovo mostruoso.
La ringrazio di aver letto questo mio sfogo e non le ho neanche detto tutto. Arrivederci
una mamma preoccupata
Gentile signora,
le sono molto vicino per tutto quanto
sta vivendo...
Penso che lei abbia già fatto il possibile per suo figlio... le
suggerirei comunque di riprendere i contatti con il centro che segue suo
figlio...
Le sono vicino
Aceti
Caro dottor Aceti, ho avuto modo di ascoltarla in conferenze (...) e mi rivolgo a lei chiedendo: come comportarsi con un figlio di 7 anni che è sempre molto irascibile e travisa ogni divieto ed ogni contrattempo come un affronto deliberato? temo diventi manesco e violento con i compagni, anche se lasciato tranquillo e senza "stress" è il bambino più simpatico e socievole del mondo!
Annamaria
Egregio professore,
(...) sono separata, con un figlio di 9 anni. Il mio
bambino si rifiuta di andare con il padre il fine settimana, dice che non si
sente amato, e che non gli vuole bene, quando ritorna dal fine settimana
trascorso con il padre non parla per molte ore, traspare malessere che poi
passa......cerco di parlare con lui e gli dico di vedere anche il positivo e che
comunque è suo padre e deve cercare di accettarlo per quello che è.....
Cerco di parare i colpi......, non vuole parlare con lui nemmeno al telefono, mi
dice che al posto del cuore lui ha un sasso, e che se gli volessi bene non lo
obbligherei ad andare con il padre.
Vorrei un suo consiglio, a volte per me e' difficile sostenere questa situazione
ed essere obbiettiva, ma sono sempre stata sincera con mio figlio, rimango in
attesa di una risposta e cordialmente saluto.
Eleonora
Aceti
Egregio prof, sono ins. elem.di geografia e studi sociali. I miei alunni ne hanno piene le tasche delle spiegazioni noiose o dei dettati o delle solite domande scritte sul lavoro svolto. C'è qualche corso di formazione estivo che potrei seguire per migliorare il mio approccio con gli alunni . Vorrei interessarli più che annoiarli e renderli insofferenti della mia presenza. E' vero che sono maleducati ma è vero pure che io non riesco a trovare la chiave per motivarli all'attenzione.
Carla Marzano
gentile Carla,
Sono un'insegnante elementare; un mio alunno di 7 anni presenta difficoltà in ambito matematico: ha faticato parecchio ad apprendere i simboli grafici dei numeri entro il 10, si avvia ora a conoscere quelli successivi, per riconoscere il precedente o il successivo deve ripartire sempre da 0, comprende semplicissime situazioni problematiche ma spesso individua calcoli per me incomprensibili... E' un bambino molto sereno, è stato seguito praticamente tutto l'anno in modo individuale e ci sono stati dei progressi, ma ...qualche collega mi ha parlato di discalculia. Potrebbe essere il suo caso? Io non ne so molto e vorrei un consiglio e, se possibile, qualche indicazione di materiale da usare o proporre durante l'estate.
La ringrazio anticipatamente
Il bambino potrebbe essere affetto da
discalculia.
Esiste in commercio un test in grado di
identificare tale disturbo che pare sia di origine genetica.
Comunque sarebbe importante :
-acquistare il libro della editrice Erikson di
Trento, specifico sulla discalculia ( si può acquistare anche sul sito
internet www.erikson.it.
Il bambino potrebbe però avere anche un deficit
specifico nell'apprendimento della matematica... potrebbe essere utile
effettuare il test Wisc-r per valutare il quoziente di intelligenza e le
capacità cognitive.
Aceti