
SPECIALE TRADIZIONI
E
INIZIATIVE DI NATALE
Il Natale è la principale festa dell'anno. Festa che nella tradizione
popolare era legata alla chiusura di un ciclo stagionale e alla apertura
del nuovo ciclo.
La festa appartiene all'anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la
nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25
dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6
gennaio. La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C. Il
Natale non viene introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna
aspettare l'arrivo del Quarto secolo nell'Impero Romano, e più tardi
ancora nelle zone dell'Oriente. La festa cristiana si intreccia con la
tradizione popolare. Prima del Natale cristiano c'era la festa del Fuoco e
del Sole, perché in questo periodo avviene il solstizio d'inverno, con
il giorno più corto dell'anno, e da questa data (21 dicembre) le giornate
iniziano ad allungarsi.
Nell'antica Roma si festeggiavano i Saturnali in onore
di Saturno, dio dell'agricoltura ed era un periodo di pace, si scambiavano
i doni, e si facevano sontuosi banchetti. Tra i Celti
invece si festeggiava il solstizio d'inverno. Nel 274 d.C. l'imperatore Aureliano
decise che il 25 dicembre si festeggiasse il Sole. Da queste origini
risale la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva
bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di
quercia, un legno propiziatorio: osservandolo bruciare si presagiva
l'anno nuovo. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle
luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade. Il nostro
Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e
usanze sia di origine pagana che cristiana. Il Natale è anticipato dalla
Vigilia, che dovrebbe essere una giornata di digiuno e di veglia
preparatoria alla Festa della natività. Nelle case viene allestito un
presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un albero di
tradizione più nordica (vedi simboli del Natale). Il periodo di festa
continua, con il 31 dicembre e Capodanno, primo giorno
dell'anno. E' una festa periodica di rinnovamento, celebrata in tutte le
civiltà e caratterizzata da rituali che simbolicamente chiudono un ciclo
annuale e inaugurano quello successivo.
Infine arriva l'Epifania (che tutte le feste si porta via), una
delle principali feste cristiane la cui celebrazione cade il 6 gennaio.
Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell'offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni. I magi erano un gruppo di personaggi (studiosi e maghi) che, guidati da una stella, arrivarono dall'oriente per rendere omaggio a Gesù appena nato a Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra. Successivamente vennero indicati come "re" e che il loro numero venne fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Questa festa porta un supplemento di regali ai bambini, e fa terminare il ciclo di festeggiamenti.
La Vigilia di Natale è il giorno che precede quella che è considerata
una delle principali festività del cristianesimo. Cade il 24 dicembre.
Nella tradizione del mondo occidentale assume una grande valenza
simbolica poiché si celebra, nella notte, la nascita di Gesù Cristo, in
una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina. Secondo i
vangeli, seguendo una stella di Betlemme, i re magi venuti dall'oriente
trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: ne riconobbero
l'importanza e gli offrirono oro, incenso e mirra.
Per il fedele, la veglia notturna della Vigilia serve da transito verso
il mistero della nascita del Dio che si fa uomo ed entra nella storia
dell'umanità: si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara per
la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di far
presente e reale il miracolo della nascita di Cristo.
All'originaria valenza è stata aggiunta quella propria della festa
moderna, percepita anche dai non credenti, caratterizzata da una ricca
cena (detta appunto della Vigilia) e dallo scambio di regali, destinati
alle persone care, allo scoccare della mezzanotte (solo in alcune regioni
d'Italia; altre rimandano lo scambio dei doni ed il banchetto principale
al pranzo del giorno successivo).
TRADIZIONI NATALIZIE
In MESSICO, i giorni che precedono il Natale sono
caratterizzati da una simpatica e popolare tradizione (risalente probabilmente
alla metà dei XVI secolo), las posadas, che ripropone l'episodio
dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e della loro ricerca di un luogo dove
alloggiare.
«Dar posada» vuol dire ospitare un viandante e, nella tradizione
natalizia, la posada è l'abitazione stessa che accoglie i protagonisti
della natività. In quest'occasione un corteo segue Giuseppe e Maria
(rappresentati da due bambini vestiti appropriatamente oppure delle statue
portate dai bambini) che vanno a chiedere «posada», cioè ospitalità,
in una casa.
Prima di arrivare alla casa dove verranno accolti, si fermano a chiedere il
permesso per alloggiare presso altre abitazioni con esito, però, negativo. Poi
la processione riprende al suono degli strumenti musicali, intervallato da
preghiere e canti di litanie.
Finché, dinanzi alla porta della casa prescelta, al gruppo nella strada che
domanda «posada» con un canto, risponde dall'interno dell'abitazione
un secondo coro. Quindi viene aperta la porta per accogliere gli ospiti con
Giuseppe e Maria.
Dopo aver pregato tutti insieme, la famiglia ospitante offre dolci e bevande. Si
termina con il gioco della pinata, una pentola di terracotta (pignatta)
appesa ad una corda che un bambino bendato dovrà rompere colpendola con un
bastone. Le pignatte sono piene di frutta, dolci e giocattoli.
In POLONIA, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.
In FINLANDIA, oltre al classico albero di Natale, viene
preparato all'esterno delle case un secondo alberello per... gli uccellini.
Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un paio e addobbato con semi
appetitosi.
Anche in altri paesi c'è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che
riempiono con il loro cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania,
soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché
anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.
In SVEZIA, invece, si mette un mazzo di spighe di grano sul davanzale della finestra.
Nella città di Vienna, in AUSTRIA, i bambini (ma anche gli adulti) gettano briciole di pane agli uccelli durante l'ormai tradizionale passeggiata nel parco.
In FRANCIA, nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle
case a distribuire i regali che ripone nelle scarpe dei bambini esposte, per
l'occasione, con tanta cura e trepidazione dai bambini stessi. Inoltre, durante
la sua visita appenderà dolci e frutta all'albero di Natale.
Un dolce natalizio molto diffuso nelle famiglie francesi è una torta che nella
forma richiama al ceppo che, soprattutto un tempo ma ancora adesso nelle
campagne, viene acceso per riscaldare Gesù Bambino. Il presepio anche in
Francia occupa un posto privilegiato tra le tradizioni natalizie. Molto belli e
famosi sono i presepi della Provenza (regione nel sud della Francia), composti
da statuine in argilla che vengono vestite con costumi realizzati con grande
precisione e realismo anche nei minimi particolari, e poi, a seconda dei
personaggio, si aggiungono i minuti attrezzi da lavoro o gli accessori che
servono per identificare la statuina.
Insieme a Gesù Bambino, Maria, Giuseppe e i re Magi trovano posto altre
statuette che rappresentano le persone più comuni mentre svolgono la loro
attività, proprio come si incontrano nella vita di tutti i giorni. La statuetta
è chiamata Santoun che in lingua provenzale vuoi dire
« piccolo santo». Ogni anno a Marsiglia, in occasione dei periodo natalizio,
viene organizzata la: «fiera di santoun».
Ecco un'altra bella tradizione francese. La "galette des rois"
(torta dei re) è un delizioso dolce fatto di pasta sfogliata con dentro crema
alla mandorla. Dentro è nascosta una figurina di gesso verniciato o ceramica
che si chiama la "fava" perché originariamente era una vera fava. Il
giorno dell'Epifania (che ha dato il nome alla torta), quando arriva l'atteso
momento, il più giovane dei conviviali va sotto il tavolo. Qualcuno taglia la
torta. Quando si rispetta davvero la tradizione, questo taglio si fa con la
torta coperta da uno strofinaccio, in modo che, se il coltello incontra la fava,
il tagliatore non possa sapere in che porzione si trovi, e che non si possa
barare. Ma, chissà perché, spessissimo la fava si troverà nella porzione del
bambino che sta sotto il tavolo... uno dei misteri familiari mai bene spiegati!
Quando la torta è tagliata, si prende una porzione e si chiede al bambino sotto
la tavola : "per chi è questa?" Il bambino risponde : "Per
mamma, papa, Zia Tizia, me, sorella o fratello ecc.", nell'ordine che vuole
lui.
La tradizione vuole che ci sia una porzione in più del numero esatto dei
conviviali. Si chiama : "la porzione del povero". Nei nostri tempi non
ho mai sentito nessuno squillare alla porta per chiedere una porzione di torta,
ma nel passato questo avveniva. Oggi si divide normalmente la torta nel numero
esatto.
Quando tutte le porzione sono distribuite, si mangia. Quello che trova la fava
è il re o la regina. Gli si mette sulla testa una corona di cartone dorato. In
qualche famiglia si beve nell'onore del re, il quale deve bere in un solo colpo
un bicchiere di vino o acqua (secondo l'età) mentre tutti gli altri ripetono :
"Le roi boit, le roi boit, le roi boit" (il re beve), o
"la reine boit" (la regina beve).
È più divertente con "il re", perché è più difficile da
pronunciare.
Poi il re sceglie nell'assistenza la sua regina (o la regina il suo re), che al
proprio turno deve bere un grande bicchiere.
Le case in GERMANIA sono rallegrate dalla presenza
dell'albero di Natale, una delle tradizioni più vecchie, insieme alla corona
d'avvento.
Nelle camere dei bambini non manca, inoltre, il calendario d'avvento con le 24
finestrelle che scandiscono il tempo che manca alla grande festa natalizia; ogni
giorno, aprendo una finestrella, il bambino promette di compiere una buona
azione.
Al termine dei calendario (sarà quindi il giorno di Natale) appare l'immagine
del presepe.
In INGHILTERRA, fu Sant'Agostino da Canterbury (t 604) a
introdurre la tradizione natalizia allorché, con i suoi monaci, fu inviato da
papa Gregorio Magno a svolgervi la propria missione apostolica, verso la fine
del VI° secolo.
In ogni casa l'albero di Natale occupa il posto d'onore. Persino l'austera città
londinese si riempie delle festose luci di multicolori lampadine che addobbano
un gigantesco albero allestito per la strada. Mentre sarà Father Christmas
(Babbo Natale), che passando per il camino con il sacco dei doni, porterà ai
bambini inglesi i regali che riporrà nelle calze ordinatamente appese.
ALBERO DI NATALE
L’albero di Natale – compra un albero bello e poco costoso. La storia.
Gli alberi di Natale hanno una lunga e orgogliosa tradizione e oggi si
possono aquistare alberi di Natale a poco prezzo dovunque.
Il più diffuso albero di Natale è l’abete. L’abete è il simbolo
dell’albero di Natale. Si possono anche usare i pini che hanno aghi più
morbidi e più piatti e che durano più a lungo. Se si vuole rinunciare
all’abete tradizionale, si possono scegliere rami di abete argentato, di
colore verde-blu con aghi argentati, usati spesso per decorare le vetrine
dei negozi. Un’altra pianta molto usata per le decorazioni è il
vischio, infiocchettato e decorato con spruzzi di neve si regala in rami o
dentro vasi.
Storia dell’Albero di Natale:
Verso il secolo XI, nell'Europa dei Nord, si diffuse l'uso di allestire
rappresentazioni (sacre rappresentazioni o misteri) che riproponevano
episodi tratti dalla Bibbia. Nel periodo d'Avvento, una rappresentazione
molto richiesta era legata al brano della Genesi sulla creazione. Per
simboleggiare l'albero «della conoscenza del bene e del male» del
giardino dell'Eden si ricorreva, data la regione (Nord Europa) e la
stagione, ad un abete sul quale si appendevano dei frutti. Da quell'antica
tradizione si giunse via via all'albero di Natale dei giorni nostri, di
cui si ha una prima documentazione certa risalente al 1512 in Alsazia.
L'abete di Natale assunse gradatamente anche un significato nuovo: venne a
simboleggiare la figura di Gesù, il Salvatore che ha sconfitto le tenebre
dei peccato: per questo motivo si è cominciato ad adornarlo di luci.
Corona d’Avvento:
L'uso della Corona d'Avvento è da collegarsi ad un'antica consuetudine
germanico-precristiana, derivata dai riti pagani della luce, che si celebravano
nel mese di Yule (dicembre).
Nel XVI secolo si diffuse tra i cristiani divenendo un simbolo di questo periodo
che precede il Natale.
La Corona d'Avvento è un cerchio realizzato con foglie di alloro o rametti di
abete (il loro colore verde simboleggia la speranza, la vita) con quattro ceri.
Durante il Tempo di Avvento (quattro settimane) ogni domenica si accende un
cero. Secondo una tradizione, ogni cero ha un suo significato:
- il cero dei profeti,
- il cero di Betlemme,
- il cero dei pastori
- il cero degli angeli.
La Corona può venire appoggiata su un ripiano o appesa al lampadario.
L'accensione di ogni cero è accompagnata da un momento di preghiera. Si
conclude con un canto alla Madre di Gesù.
L'agrifoglio:
Un piccolo orfanello viveva presso alcuni pastori quando gli angeli apparvero
annunciando la lieta novella della nascita di Cristo. Sulla via di Betlemme, il
bimbo intrecciò una corona di rami d'alloro per il neonato re. Ma quando la
pose davanti a Gesù, la corona gli sembrò così indegna che il pastorello si
vergognò del suo dono e cominciò a piangere.
Allora Gesù Bambino toccò la corona, fece in modo che le sue foglie
brillassero di un verde intenso e cambiò le lacrime dell'orfanello in bacche
rosse.
Nel '600 e '700 gli artisti napoletani danno alla sacra rappresentazione un'impronta naturalistica inserendo la Natività nel paesaggio campano ricostruito in scorci di vita che vedono personaggi della nobiltà, della borghesia e del popolo rappresentati nelle loro occupazioni giornaliere o nei momenti di svago: nelle taverne a banchettare o impegnati in balli e serenate. Ulteriore novità è la trasformazione delle statue in manichini di legno con gli arti in fil di ferro, per dare l'impressione del movimento, abbigliati con indumenti propri dell'epoca e muniti degli strumenti di svago o di lavoro tipici dei mestieri esercitati e tutti riprodotti con esattezza anche nei minimi particolari. Questo per dare verosimiglianza alla scena delimitata da costruzioni riproducenti luoghi tipici del paesaggio cittadino o campestre: mercati, taverne, abitazioni, casali, rovine di antichi templi pagani. A tali fastose composizioni davano il loro contributo artigiani vari e lavoranti delle stesse corti regie o la nobiltà, come attestano gli splendidi abiti ricamati che indossano i Re Magi o altri personaggi di spicco, spesso tessuti negli opifici reali di S. Leucio.
In questo periodo si distinguono anche gli artisti liguri in particolare a Genova, e quelli siciliani che, in genere, si ispirano sia per la tecnica che per il realismo scenico, alla tradizione napoletana con alcune eccezioni come ad esempio l'uso della cera a Palermo e Siracusa o le terracotte dipinte a freddo di Savona e Albisola. Sempre nel '700 si diffonde il presepio meccanico o di movimento che ha un illustre predecessore in quello costruito da Hans Schlottheim nel 1588 per Cristiano I di Sassonia. La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel '800 quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali - statuine in gesso o terracotta, carta pesta e altro - forniti da un fiorente artigianato. In questo secolo si caratterizza l'arte presepiale della Puglia, specialmente a Lecce, per l'uso innovativo della cartapesta, policroma o trattata a fuoco, drappeggiata su uno scheletro di fil di ferro e stoppa.
A Roma le famiglie importanti per censo e ricchezza gareggiavano tra loro nel
farsi costruire i presepi più imponenti, ambientati nella stessa città o nella
campagna romana, che permettevano di visitare ai concittadini e ai turisti.
Famosi quello della famiglia Forti posto sulla sommità della Torre degli
Anguillara, o della famiglia Buttarelli in via De' Genovesi riproducente Greccio
e il presepe di S. Francesco o quello di Padre Bonelli nel Portico della Chiesa
dei Santi XII Apostoli, parzialmente meccanico con la ricostruzione del lago di
Tiberiade solcato dalle barche e delle città di Gerusalemme e Betlemme.
Oggi dopo l'affievolirsi della tradizione negli anni '60 e '70, causata anche
dall'introduzione dell'albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie
all'impegno di religiosi e privati che con associazioni come quelle degli Amici
del Presepe, Musei tipo il Brembo di Dalmine di Bergamo, mostre, tipica quella
dei 100 Presepi nelle Sale del Bramante di Roma; dell'Arena di Verona,
rappresentazioni dal vivo come quelle della rievocazione del primo presepio di
S. Francesco a Greccio e i presepi viventi di Rivisondoli in Abruzzo o Revine
nel Veneto e soprattutto la produzione di artigiani presepisti, napoletani e
siciliani in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato, hanno
ricondotto nelle case e nelle piazze d'Italia la Natività e tutti i personaggi
della simbologia cristiana del presepe.
I
Mercatini di Natale
Le origini del Christkindlmarkt in Germania risalgono al
XIV secolo con i cosiddetti Mercatini di San Nicola, meglio conosciuto
come Santa Klaus, dove si aveva la possibilità di acquistare gli addobbi
natalizi. Oggi il luogo per trovare il regalo più bello e singolare. I
"Mercatini di Natale" dell'Alto Adige vi aspettano con le più
belle idee regalo, il sapore dei prodotti tipici ed il fascino della prima
neve. I Mercatini di Natale sono espressione di una tipica tradizione
mitteleuropea che rivive in Alto Adige per portare nelle nostre case il
calore del Natale attraverso tante piccole, semplici, ma raffinate idee
regalo.I Mercatini di Natale, riempiono di colore e vita i centri storici
e propongono oggetti e decorazioni per ornare l'albero di Natale e la
propria casa, ma anche tante idee per grandi e piccini, per familiari o
amici, e, perché no, anche per sè stessi.
Non mancano i dolcetti tipici della raffinata pasticceria altoatesina, gli
oggetti dell'artigianato locale tra i quali spiccano i preziosi presepi di
legno, ma anche le ceramiche, i vetri decorati, i pizzi, le tovaglie, le
pantofole in feltro, le multicolori candele, i tradizionali giocattoli in
legno della Val Gardena ed altre mille idee originali per sottolineare il
calore e l'amicizia di questo particolare momento. Il profumo è quello di
cannella e spezie, di legno di montagna e dolci fatti in casa, di vin brulè
e di abeti decorati a festa.
La luce è quella delle casette in legno tutte ordinate ed addobbate, è
quella che viene dall'albero di Natale, che brilla negli occhi dei
bambini.
Le dolci note: canti natalizi, tradizione in musica, allegra armonia che
si sprigiona nell'aria. I sapori, dolci doni per il palato, Zelten
con canditi, strudel di mele, biscotti fatti in casa. Il calore fra le
mani: quello della lana cotta, del loden, delle candele decorate, di una
tazza fumante.
Mercatino di Natale di Merano
Mercatino di Natale di Bressanone
Mercatino di Natale di Brunico :
Mercatino di Natale, Parco Secolare degli
Asburgo, Levico:
Mercatino di Natale di Vipiteno:
Fiera di Natale, Bologna:
Fiera di Santa Lucia, Bologna:
La Fiera di Santa Lucia è una tradizione molto antica nella città di Bologna. Fino alla discesa delle truppe napoleoniche la fiera era organizzata davanti alla chiesa dedicata alla santa. Dopo il 1796 il mercato venne spostata nel portico di Santa Maria dei Servi dove viene organizzato tutt'ora. Per circa due secoli l'esposizione delle "baracche" sotto i portici è stata lasciata all'iniziative dei commercianti, mentre con l'inizio degli anni 90 la manifestazione si è andata via via arricchendosi di iniziative. Le bancarelle della Fiera di santa Lucia e quelle del Mercatino di Natale offrono un ampia varietà di delizie gastronomiche, prime tra tutte il torrone, e la possibilità di acquistare le statuine del presepe.
Mostra permanente dei presepi
Palacongressi di Andalo
da lunedì a venerdì dalle 16.00 alle 18.30.
Sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30
Ad Innsbruck (Austria) vengono organizzati due Mercatini di Natale: il primo
è denominato "Innsbrucker Christkindlmarkt" nel centro storico ed il
secondo "Christkindlmarkt am Landhausplatz".
Il Mercatino di Natale di Innsbruck si svolge nel centro storico della città,
davanti al famoso Tetto d'oro ("Goldenes Dachl", simbolo della città,
risalente al 1500) ed è circondato dalle magnifiche facciate dei palazzi
medievali della città vecchia.
Vi sono degustazioni di cibi tradizionali quali "Kiachl" e "Spatzln"
e bevande quali il vin brulè per riscaldarsi. Vengono venduti anche articoli
artigianali tirolesi, candele, pane, giocattoli di legno, berretti di lana,
bicchieri e vasi lavorati, decorazioni per l'albero di Natale.
Per i bambini:
Le facciate delle case
medioevali del centro storico si tingono di magia. Lungo le strade (Kiebachgasse
e Köhleplatz) diversi appartamenti sono dedicati a diverse favole, ben 24.
Girellando tra gli stand diventa un simpatico passatempo riconoscere i racconti,
universalmente noti qui realizzati. Uno per tutti: in centro a Innsbruck
Raperonzolo si affaccia alla finestra calando la lunga treccia bionda.
Ma attenzione, come in ogni favola anche a Innsbruck si possono fare strani
incontri: i Giganti attendono nella strada a loro dedicata: Riesengasse (il
vicolo dei giganti)
Esposizioni di Presepi permanenti,
Bologna
Museo Davia Bargellini
Strada Maggiore, 44 - 40121 Bologna
Tel: +39 051-236708
martedì-sabato: 9.00 – 14.00
domenica e festivi infrasettimanali: 9.00 – 13.00
chiuso: lunedì (se non festivo), 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
Ingresso: gratuito
Museo della Beata Vergine di San Luca
Cassero di Porta Saragozza, piazza di Porta Saragozza 2/a Bologna
tel. +39 051-6447421
Internet www.museomadonnasanluca.it
e-mail info@museomadonnasanluca.it
da martedì a sabato 9.00-13.00, giovedì 9.00-18.00, domenica 10.00-18.00.
Ingresso: gratuito.
Pinacoteca Nazionale di Bologna
Via Belle Arti, 56
40126 Bologna
tel: +39 051 4209411
fax: +39 051 251368
e-mail: spsadbo@arti.beniculturali.it
da martedì a domenica e festivi 09:00 - 19:00
chiuso: Lunedì, 1 maggio e il 16 agosto
Natale di
solidarietà
Per chi, in occasione del Natale, vuole compiere un gesto di solidarietà verso i più sfortunati, segnaliamo varie iniziative:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&P=160&ln=It
http://www.zecchinodoro.org/fiore_della_solidarieta/presentazione.php
http://www.regaliperlavita.it/index.php?from=demT20081127 (Unicef)
http://dbwizard.actionaidinternational.it/Iniziative/MM5/index.html (Adozioni a distanza)
CURIOSITA' NATALIZIE
LE
RICETTE
Il
panettone milanese, i cappelletti in brodo emiliani, l'insalata
di rinforzo napoletana... Ogni regione italiana ha per le feste
menu' particolari, da rispettare ogni anno o da variare secondo
l'estro della fantasia
IL NATALE DEL GUINNESS
L'albero di Natale
artificiale piu' grande di sempre e' alto 41 metri con un diametro
alla base di 16 metri e si trova a Bussero (Milano) nel giardino
dell'azienda di Pietro Cucchi. Allestito nel '97, era illuminato
da 68.600 lampadine.
Lo zampone piu' grosso fu cucinato il23 dicembre 1991 sotto la
direzione di Sante Bartolomase, Saverio Cioce e dei fratelli
Cavani a Castelnuovo Rangone (Modena), dove ogni anno viene
preparato un esemplare gigante. Quello del '91 pesava 300 chili e
si ricavarono 3000 porzioni.
Il panettone piu' grosso fu preparato il 21 dicembre 1995 a
Bellaria (Forli') da Gian Carlo Russo. Pesava 220 chili, aveva un
diametro di 86 centimetri e un altezza di 106 centimetri.
Volete aiutarci anche voi?
Conoscete
qualche mostra, un evento particolare, una tradizione simpatica
ed originale del vostro paese o di altri luoghi? Inviateci
informazioni a riguardo e noi le pubblicheremo in queste pagine.